Cisolla: Ortona, ho voglia di vincere

L’Impavida oggi presenta lo schiacciatore ex Sisley ed ex capitano azzurro
ORTONA. E’ il giorno di Alberto Cisolla a Ortona. Lo schiacciatore ex Treviso e capitano azzurro oggi arriva in città e nel pomeriggio (ore 17,30)sarà presentato al palazzetto. Sarà la punta di diamante dell’Impavida, che domenica debutterà in casa contro Vibo Valentia.
Cisolla, perché ha scelto Ortona?
«C'è un progetto tecnico che mi alletta e c'è una società ambiziosa. Quanto basta per convincermi».
Ha convinto anche la famiglia?
«Sì, ci dovevamo organizzare. Abbiamo una bimba di sei anni che fa la prima elementare. Prima la portava con me, adesso no. Mi muoverò da solo».
Dove vive?
«Io sono trevigiano di origine, ma bresciano di adozione. Vivo a Salò».
Che cosa conosce dell'Abruzzo e di Ortona?
«Poco, molto poco. A livello pallavolistico non ci sono quasi mai venuto. Un paio di anni fa, ho fatto una tappa del campionato italiano di beach volley a Pescara. Conosco PaoloNicolai, anche lui di Ortona».
Che cosa può dare a 37 anni a una squadra di serie A2?
«Sicuramente esperienza, cento per cento dell'impegno. E anche tecnicamente credo di poter dare il mio apporto. Vengo da una stagione sfortunata a Vibo, mi sono infortunato e l’assenza si è protratta oltre il previsto. Ho giocato poco. Da parte mia c'è voglia di far vedere che posso dare ancora tanto. Mi sento ancora un giocatore di pallavolo e penso di giocare ancora per parecchi anni».
Come sta fisicamente?
«Sto bene, mi sono allenato prima con Verona (A1) e poi con Brescia (A2). Dopo quattro mesi mezzo di stop devo riprendere la migliore condizione, ma ci sono».
Ha parlato con la società, quali sono gli obiettivi stagionali?
«Il raggiungimento della final four di coppa Italia e giocare per i primi posti in classifica».
Chi conosce dell'Impavida?
«De Paola e Cortina, personalmente. Degli altri conosco le caratteristiche tecniche».
A 37 anni perché rimettersi in gioco?
«Perché sono uno sportivo e amo le sfide. Ho avuto una bella carriera, ho vinto tanto. Ma alla bacheca guarderò solo una volta chiuso con la pallavolo. Ora il mio passato è un problema per me...»
Addirittura?
«Sì, tutti quelli che giocano contro Cisolla vanno al massimo. Tutti vogliono fare bella figura contro Cisolla, magari gli vogliono fare il muro in faccia. E io sono lì che non mi arrendo e che voglio ancora primeggiare. Anche contro i ragazzi».
Sa che l’Impavida è una società a conduzione familiare, papà presidente, primogenito allenatore e secondo figlio palleggiatore e capitano?
«Sì, tutti mi hanno parlato bene di Ortona, società seria, bel pubblico e tanto calore della città. La passione nella pallavolo fa la differenza e la conduzione familiare può essere un valore aggiunto. Non è solo grazie ai soldi che si raggiungono i risultati, servono passione e mentalità».
@roccocoletti
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