Cocco-Bari, conto aperto «Stavolta gioco e segno»

L’anno scorso contro i pugliesi il bomber è stato messo ko dai guai fisici
PESCARA. Il monito di Andrea Cocco. Il successo contro il Perugia ha cancellato la disfatta di Livorno. Tuttavia, il centravanti biancazzurro evita voli pindarici lanciando un appello in vista della delicata trasferta di Bari. «Quando gioca in casa», afferma Cocco, «il Bari è l’avversario più temibile della serie B. La spinta dei tifosi per loro è un’arma in più. Basta vedere quello che è successo nella prima giornata di campionato contro lo Spezia. Nonostante l’inferiorità numerica, sono riusciti a ribaltare il risultato anche grazie al pubblico che li ha trascinati».
Il capocannoniere (20 reti) della passata stagione indica i maggiori pericoli. «L’attacco è il loro punto di forza, ma hanno calciatori forti in tutti i reparti. In ogni caso, sono convinto che il Pescara potrà tornare a casa con un risultato positivo. In generale siamo a buon punto e quando saremo al top potremo evitare alcuni errori che abbiamo commesso contro il Perugia. A volte ci siamo allungati troppo, ma in questa fase della stagione è normale. Abbiamo affrontato una squadra che lotterà per le prime posizioni facendo una gran bella figura. La nostra difesa si è comportata egregiamente contro gli attaccanti umbri e potrà fare altrettanto sabato».
In attesa di festeggiare il primo gol con la nuova maglia, l’ex vicentino spera di raggiungere una condizione fisica ottimale. «Non giocavo una partita da più di un mese e mezzo. Credo che in campo si sia visto, però continuo a lavorare duramente per mettermi al passo dei compagni».
L’anno scorso ha giocato pochissimi minuti contro il Bari: 2 all’andata a causa di problemi fisici e 14 al ritorno per la febbre alta. «Stavolta spero di stare bene per aiutare la squadra. Dobbiamo tornare dal San Nicola con un risultato positivo». Quattro anni fa segnò un gol in quello stadio nella grande impresa dell’Albinoleffe che vinse 3-2 a Bari.
Sabato l’attaccante cagliaritano verrà stretto nella morsa di due centrali rocciosi: Contini e Di Cesare. «Ogni volta che ci siamo incontrati è stata una battaglia. Sono pronto anche per questa. Sarà una bella lotta».
Al suo fianco verrà confermato Gianluca Lapadula. «Abbiamo dimostrato di avere già una buona intesa, anche se ci siamo allenati poco insieme. Ma non sarà il singolo a fare la differenza. In questo sport conta il collettivo e noi abbiamo un gruppo affidabile composto da giovani ed esperti di grande valore».
Il feeling con Massimo Oddo è già molto forte. «È un allenatore molto preparato. Lavora molto sugli schemi offensivi e ci chiede di stare sempre concentrati. È molto esigente, ma è un piacere lavorare con un tecnico così bravo».
Con Pasquale Marino era il punto di riferimento al centro dell’attacco, mentre quest’anno avrà il supporto di una seconda punta e del trequartista. «Grazie a Marino ho realizzato 20 gol, ma non è stato facile giocare solo in avanti. Ora avrò la possibilità di dialogare con i miei compagni e spero di disputare un buon torneo. Mi auguro di trarre giovamento da questa soluzione che probabilmente non mi costringerà a fare sempre la “guerra” contro due difensori».
Ieri mattina squadra, dirigenti, allenatore e staff sono stati ricevuti al Comune dal sindaco Marco Alessandrini e dall’assessore allo sport Giuliano Diodati che ha chiarito la questione-stadio. «l nuovo Adriatico», ha detto Diodati, «dovrà contenere 20mila posti. Entro la fine di novembre la Pescara Calcio consegnerà al Comune il progetto preliminare». C’erano anche il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, l’ex Guerino Testa e l’ex sindaco Luigi Albore Mascia. Assenti l’ad del Delfino Danilo Iannascoli, il vice presidente Gabriele Bankowski e il dg Giorgio Repetto.
Non sembrano essersi sanati i contrasti tra quest’ultimo e il presidente Daniele Sebastiani. Addirittura ieri è uscita un’indiscrezione secondo cui il Pescara avrebbe contattato Stefano Antonelli, ex diesse di Bari, Torino e Siena, ma poi è arrivata la smentita di Sebastiani.
Giovanni Tontodonati
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