Cocco debutta, il Perugia trema
Il bomber biancazzurro scalpita per l’esordio. L’anno scorso ha realizzato una tripletta agli umbri
PESCARA. A quanto pare toccherà a lui. In teoria non è ancora al top della forma, ma Andrea Cocco non ha alcuna intenzione di saltare anche il secondo appuntamento del campionato. Nell’infausta trasferta di Livorno il reparto offensivo è parso inconsistente, perciò Massimo Oddo sembra orientato a lanciare dal primo minuto il re dei bomber della passata stagione. Si vocifera che la punta non abbia assorbito totalmente il grave infortunio al braccio rimediato a fine luglio nell’amichevole Spal-Vicenza.
I postumi della frattura all’ulna rendono meno naturali i suoi movimenti. Un piccolo blocco psicologico che secondo lo staff medico biancazzurro verrà superato a breve.
Magari dopo qualche normale caduta, in seguito ad un contrasto o duello con un avversario. Sull’argomento non ha dubbi nemmeno Emiliano Mondonico, l’ex allenatore di Inter e Torino che fece esordire Cocco in B nel 2011 quando guidava l’Albinoleffe. «Andrea», afferma il 68enne tecnico lombardo, «non ha paura di nulla. È un centravanti fantastico, abituato a stare in trincea e fare la “guerra” contro i suoi marcatori. Ha grandi doti realizzative e sa giocare bene per la squadra: è il classico uomo che sa fare reparto da solo».
Di sicuro, sapendo di trovarsi di fronte l’attaccante cagliaritano, anche gli umbri non saranno molto sereni. Sette mesi fa, infatti, durante Vicenza- Perugia (3-1) Cocco riuscì da solo a demolire la difesa biancorossa segnando una splendida tripletta dopo il momentaneo vantaggio siglato da Lanzafame. E per fortuna loro quella è stata l’unica volta in cui Andrea ha affrontato il Grifo nella sua carriera. Potenza, coraggio, determinazione e senso del gol. Il 29enne cagliaritano dovrà mettere a disposizione tutte le sue doti per far dimenticare Federico Melchiorri.
È lui una delle poche certezze di un attacco rivoluzionato rispetto alla passata stagione. Mondonico suggerisce la ricetta giusta per valorizzare il suo talento. «Andrea deve sentirsi apprezzato dall’allenatore e dall’ambiente. Se intorno a lui c’è diffidenza può lasciarsi travolgere e deludere le aspettative. Al contrario, quando capisce di essere al centro del progetto è in grado di essere devastante, come è accaduto a Vicenza con Pasquale Marino. In ogni caso, sono convinto che a Pescara possa fare meglio dell’anno scorso. In apparenza sembra un ragazzo permaloso che preferisce stare per i fatti suoi. Invece è un professionista serio che sa rispettare le regole del gruppo rispettando tutti».
Accanto al bomber ci sarà uno tra Caprari e Lapadula. «Non c’è differenza, può giocare con entrambi. Tuttavia, è necessario che il suo partner sappia di dover fare la seconda punta. Magari alla fine segnerà più di Cocco, ma quest’ultimo dovrà essere il punto di riferimento».
Nessun problema. Ai pescaresi interessa soltanto vedere gol a grappoli. Nel torneo 2014-15 c’è stata una grande abbuffata e non è detto che la storia non si ripeta. Con 75 reti realizzate durante il campionato (play off compresi) il rendimento dei biancazzurri è stato straordinario. Nessuno ha segnato più reti di quella corazzata che è arrivata ad un passo dalla promozione. Eppure, anche l’anno scorso il cammino era iniziato con un digiuno. Il Pescara debuttò in casa contro il Trapani non riuscendo a trovare la via del gol (0-0). Sulla carta il parco-attaccanti che Oddo dovrà gestire è inferiore rispetto a qualche mese fa. Toccherà all’allenatore individuare le soluzioni giuste per rendere prolifica una squadra che ha già una mentalità offensiva. Stasera il primo vero test.
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA

