Cocco, un gol per sbloccarsi «E ora non mi fermo più»

17 Gennaio 2016

Prima rete della punta che esulta e sfonda un cartellone nel quale resta impigliato Mercato: il Chievo si inserisce su Spolli e il Pescara tiene calda la pista Magnusson

PESCARA. Un digiuno interrotto dopo 228 giorni. Minuto 64, Mitrita viene atterrato in area da Regoli e l’arbitro decreta il calcio di rigore per il Pescara. Dalla panchina Massimo Oddo è un toro infuriato. “Guardatemi, guardatemi”, urla ai suoi dall’area tecnica. “Lo batti tu”, indicando Andrea Cocco. L’attaccante va sul dischetto e trafigge Pinsoglio. Esplode la festa e l’ariete biancazzurro va verso la curva per festeggiare la sua prima rete in campionato. Una gioia immensa e una liberazione, dato che il suo ultimo guizzo risaliva al 2 giugno 2015, quando vestiva la maglia del Vicenza. Segnò proprio al Pescara, durante la semifinale play off. «Ringrazio Oddo, tutti i miei compagni e il presidente Sebastiani per la fiducia», dice il 29enne attaccante sardo. Esultanza rabbiosa la sua. Ha preso di mira un tabellone pubblicitario, lo ha bucato con un calcio e vi è rimasto incastrato con un piede. «Mi sono fatto anche male», sorride Cocco. «Per fortuna solo qualche graffio sul polpaccio. Tornare al gol è stato importante. E’ stata una vera iniezione di fiducia, ne avevo bisogno. Ora spero di non fermarmi qui. Dedico questo gol a mio padre, che è venuto a mancare qualche anno fa». Un gol per l’autostima, ma anche per il mercato. «Rimango qui. Non ho mai pensato di andar via. Volevo dimostrare il mio valore. Voglio continuare così e migliorarmi ancora».

Salernitana, Ascoli e altre squadre di B lo stanno monitorando, ma il bomber risponde così. «Se dovesse arrivare una buona offerta da un altro club? Sto bene a Pescara e voglio finire la stagione con questa maglia. C’è un gran bel gruppo».

Il sogno è la promozione in serie A. «Ci proviamo. Abbiamo un ottimo gruppo e se miglioriamo in alcune occasioni possiamo dire la nostra».

Cocco vuole provare a centrare la promozione con il Pescara e anche Hugo Campagnaro la pensa come lui. «Abbiamo l’obbligo di provarci. Il Crotone è distante cinque punti, certo, ma, se lì davanti rallentano, noi siamo pronti ad acciuffarli. La squadra c’è, ma bisogna rimanere umili e con i piedi per terra», afferma il difensore argentino.

Campagnaro è il faro della difesa e tra qualche giorno potrebbe ritrovarsi anche un altro difensore argentino accanto, Nicolas Spolli. «E’ un giocatore che conosco e che mi piace. Se dovesse arrivare ci darebbe una mano. Al mercato ci pensa la società, la mia mente è rivolta alla gara di Perugia. Gli umbri sono reduci da una sconfitta e domenica vorranno riscattarsi, quindi massima attenzione».

Mercato. Campagnaro dice la sua su Spolli, però, ieri, la trattativa per arrivare al difensore argentino si è complicata. Il Chievo, infatti, è tornato alla carica per il centrale del Carpi pedinato dal Pescara. I clivensi dovranno rinunciare all’infortunato Gamberini per più di un mese e mezzo e ieri si sono rituffati su Spolli, che ha avuto Maran ai tempi del Catania e riabbraccerebbe i due suoi amici Izco e Castro, suoi ex compagni proprio in Sicilia. Spolli dovrebbe dare una risposta al Pescara entro domani, ma ieri il Chievo è tornato alla carica anche se ha fatto un sondaggio con l’agente di Maurizio Domizzi, altro profilo nel radar dei biancazzurri da diverso tempo. Ed ecco che il Pescara ieri ha parlato di nuovo con la Juve per avere il 22enne difensore, ora in prestito al Cesena, Hörður Magnússon. L’islandese piace a Oddo e la Juve potrebbe mandarlo a Pescara anche a titolo definitivo nel caso in cui riuscisse ad acquistare Lapadula, per lasciarlo fino a giugno in riva all’Adriatico.

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