Coda: «Bene così, ma c’era un rigore su di me»

4 Novembre 2017

Il capitano Brugman: «La squadra sta crescendo e segue Zeman, ora serve tranquillità»

PESCARA. «Gli applausi del pubblico alla fine dopo i fischi del primo tempo? Fanno piacere, perché sono un riconoscimento a impegno e lavoro. Sappiamo di non essere soli, anche se in verità non ne abbiamo mai dubitato». Gaston Brugman, ancora una volta decisivo in campo, tende la mano alla tifoseria che con questo avvio di stagione è stata spesso spiazzata o delusa da alternanza di prestazioni. Una pace (fischi a Zeman a parte) che può consolidarsi solo con risultati e prestazioni. «Secondo me, ci stiamo arrivando, la squadra pian piano si adegua a quello che chiede il mister, ora serve tranquillità, ma dopo prestazioni come il secondo tempo di stasera credo si possa essere molto più fiduciosi». Da un protagonista all’altro.
«Sono contento, davvero contento, non solo per il punto, che certo è la cosa più importante, ma anche perché lavoriamo sodo tutta la settimana proprio per questo, per prevedere certe situazioni. E se ho preso quella palla è anche per il tempo che dedichiamo a studiare gli attaccanti avversari». Un portiere uomo del match quando la gara finisce 2-2 forse non è usuale, ma quel guizzo di Vincenzo Fiorillo a tempo scaduto è certamente il gesto tecnico decisivo di questo scoppiettante Pescara-Palermo. E il portiere pescarese non maschera la soddisfazione né dimentica di condividerla. «C'è istinto in quella parata, certo, ma anche lavoro e studio. Il lavoro fisico che ti permette di essere pronto e reattivo anche alla fine, nonché quello tecnico e lo studio, io ero pronto perché sapevo che Nestorovski predilige quell'angolo, proprio perché lo abbiamo studiato, per questo il merito va dato anche allo staff che cura noi portieri (guidato da Guido Nanni, ndr)», aggiunge il numero uno biancazzurro, «certe volte a noi portieri è data una sola occasione per dare il contributo al risultato, ma se fai bene ti ripaga di tutto». In verità Fiorillo è stato decisivo in almeno un altro paio di occasioni, in particolare una uscita con i piedi fin sotto la panchina. «Anche questo è merito di concentrazione e lavoro, da un anno mi alleno per migliorare anche quelle caratteristiche meno abituali in un portiere, ma che il calcio moderno richiede, quindi non posso che essere contento».
Alla fine, un punto forse più utile per il morale che per la classifica. «Un punto meritato, soprattutto, anche importante perché arriva dopo una buona prestazione e contro un avversario di grande livello, per questo ci deve dare fiducia. Ora si tratta di trovare continuità, certo i mezzi non ci mancano». Partita e risultato importante anche per Andrea Coda, che però dovrà saltare la trasferta di Bari per squalifica. «Peccato per quel giallo, ma ci sta in partite simili. In verità però, di botte ne ho anche prese, e poteva starci pure un rigore su di me», aggiunge mostrando un bozzo sulla nuca, ricordino di un gomito di Rispoli. «Eravamo in area quando mi ha sgomitato, l'ho fatto vedere all'arbitro che mi ha detto si aver visto tutto ma che non c'erano irregolarità», racconta Coda, «a quel punto che vuoi aggiungere?». Episodi a parte, comunque un buon pari. «Molto buono, meritatissimo, anzi credo che abbiamo validi motivi per recriminare». Anche se il primo tempo... «In effetti, dopo un buon avvio ci siamo un po' smarriti, però loro sono passati in vantaggio con due episodi casuali, anche se nel primo Nestorovski è stato bravo».
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