Colonnello: in Salento gara verità, ma serve tempo

30 Ottobre 2020

Il vice allenatore dell’Aek Atene doppio ex della sfida di lunedì: «Sarà una battaglia, Oddo va aspettato»

PESCARA. Tollese doc, pescarese d’adozione con uno spicchio importante della lunga carriera da calciatore a Lecce. Gianluca Colonnello, vice allenatore dell’Aek Atene (uno dei club più titolati della Grecia) e braccio destro del tecnico italiano Massimo Carrera, parla della sfida di lunedì sera tra salentini e biancazzurri. Il 47enne allenatore abruzzese, in Salento ha vissuto 4 anni (dal 1999 al 2003), vinto campionati e giocato in serie A. In biancazzurro, invece, ha totalizzato oltre 100 presenze in tre stagioni (1995-1996, 1996-1997 e 2003-2004)
Colonnello, segue le vicende biancazzurre?
«Sempre, ogni giorno leggo e mi informo. Pescara è la città in cui vivo e sono tifoso del Delfino».
Lunedì sera c’è Lecce-Pescara. Una specie di partita del cuore?
«Sì, è vero. Per me è una gara speciale perché sono le due squadre alle quali sono più legato. Pescara è casa mia, a Lecce ho trascorso 4 anni stupendi sia professionalmente e sia a livello umano».
Che partita sarà e come finirà?
«Sicuramente una bella partita, che verrà giocata con grande intensità. Il Lecce è una squadra forte e il Pescara dovrà fare molta attenzione in fase difensiva. Prevedo una bella battaglia, ma non sono in grado di fare un pronostico».
Il Lecce che squadra è?
«Forte, fortissima, e ha tutte le carte in regola per puntare alla serie A. È una società organizzata e il ritorno di Corvino come ds è un punto di forza. È stato anche il mio direttore quando ero in Salento, lo conosco bene, può essere un valore aggiunto in un club che punta in alto».
Il Pescara sta vivendo la prima crisi della stagione. Se l’aspettava?
«Se guardiamo solo ai risultati, come spesso si fa in Italia, è normale che si possa parlare di crisi. Io, però, preferirei guardare oltre: il Pescara è una squadra nuova e ci vorrà un po’ di tempo prima di capire qualcosa in più».
Oddo è in bilico secondo lei?
«Anche Allegri, nel 2008, a Cagliari perse le prime 5 partite, la società non lo mandò via e alla fine i sardi arrivarono se non sbaglio al settimo posto. Ci vuole un po’ di pazienza, calcolando anche che il Pescara ha dovuto rinunciare a giocatori importanti, tipo Asencio e Ceter, in un momento particolare come l’avvio di stagione. Il calcio è emozione e al Delfino serve solo una vittoria per accendersi»
L’organico costruito secondo lei è competitivo?
«Sì, assolutamente. Ci sono giocatori molto esperti, specie in difesa, e dei giovani parecchio interessanti. Per me la squadra è buona».
C’è un giocatore che le piace particolarmente?
«Maistro. Ha grinta e coraggio. Prova sempre la giocata e non ha paura di sbagliare. Secondo me lui sarà il trascinatore dei biancazzurri e può rivelarsi l’arma in più di Massimo Oddo».
Il Delfino deve pensare alla salvezza o può ambire ad altri traguardi?
«È presto per fare certe previsioni. Dopo 13-14 partite si potrà iniziare ad avere un quadro più chiaro. Io da tifoso spero che risalga presto la classifica perché non merita l’ultimo posto».
Il suo Aek Atene come sta andando?
«Bene, io mi trovo alla grande qui ad Atene. L’Aek è la Juve della Grecia. Abbiamo avuto un po’ di infortunati, ma ci stiamo riprendendo alla grande. Il nostro obiettivo è di vincere campionato e coppa di Grecia, provando a restare in Europa League il più a lungo possibile»
Le manca l’Italia?
«Sì, specie in questo momento. Adesso mio figlio, il minore, è qui con me, ma l’altra figlia è in Italia per motivi di studio ed io, calcolando il periodo legato al Covid, sono molto preoccupato. Mi mancano la famiglia, Pescara e gli affetti più cari».
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