Colpo del Milan, la Lazio finisce in otto

Decide un gol di Okafor, tre espulsioni tra i biancocelesti. Il presidente Lotito contro l’arbitro Di Bello: «Superato ogni limite»
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milan1
LAZIO (4-3-3): Provedel 6; Marusic 5.5, Gila 6.5, Romagnoli 6, Pellegrini 4; Guendouzi 5.5, Vecino 5.5 (33’st Cataldi sv), Luis Alberto 6 (15’st Hysaj 6); Felipe Anderson 5.5, Castellanos 5.5 (15’st Immobile 6), Zaccagni 6 (21’st Isaksen 6). A disp: Mandas, Renzetti, Casale, Lazzari, Ruggeri, Kamada, Andrè Anderson, Pedro. Allenatore: Sarri.
MILAN (4-2-3-1): Maignan 6; Florenzi 5.5 (19’st Calabria 6), Kjaer 6 (36’st Thiaw sv), Gabbia 6 (36’st Tomori sv), Theo Hernandez 6.5; Adli 6 (26’st Okafor 7), Bennacer 6 (19’st Reinders 6); Pulisic 6.5, Loftus-Cheek 6, Leao 6; Giroud 5.5. A disp: Sportiello, Mirante, Chukwueze, Terracciano, Jimenez, Musah. Allenatore: Pioli.
Arbitro: Di Bello di Brindisi.
Rete: 43’st Okafor.
Note: ammoniti Sarri, Romagnoli e Immobile per proteste, Florenzi, Adli, Gabbia, Theo Hernandez, Hysaj, Leao, Pulisic. Espulsi Pellegrini al 12' st per doppia ammonizione, Marusic al 49' st e Guendouzi al 51' st.
ROMA
Quando una partita finisce con 11 ammoniti e 3 espulsi, vuol dire che non una, ma molte cose sono andate storte, nell'arbitraggio e nell'atteggiamento delle due squadre. Questa è la storia di Lazio-Milan, una sfida nervosa e bruttina in cui alla fine sono saltati i nervi a tutti: il Milan torna a casa col bottino pieno, portandosi a un punto dalla Juve seconda, mentre i padroni di casa chiudono inferociti e a bocca asciutta. La Lazio era costretta a vincere, non solo per gli otto di distanza dal quarto posto Champions occupato dal Bologna, ma anche per riprendersi dallo sconfortante ko in casa della Fiorentina, lunedì scorso. Non è andata così, e l'umore in vista del ritorno degli ottavi di Champions contro il Bayern, mercoledì, dopo ieri sera non può che essere più cupo di prima, anche per via di alcuni episodi arbitrali che non sono andati giù alla Lazio. Il 190° confronto di sempre tra i due club coincide con l'86° successo rossonero. All'andata era finita 2-0 per il Diavolo: era inizio stagione, la Lazio stava vivendo un momento non facile, ma a distanza di mesi la storia si ripete. Per i laziali sotto accusa l’arbitro Di Bello, ancora nell’occhio del ciclone. Alla fine del primo tempo per un contatto dubbio in area rossonera tra Castellanos e Maignan. Nella ripresa la svolta con il secondo cartellino giallo a Pellegrini che spezza l’equilibrio. Anche in questo caso arbitro sotto accusa per non aver fermato il gioco con un giocatore a terra, Pulisic ne approfitta e Pellegrini lo stende. Secondo giallo e da lì la partita diventa ad alta tensione con cartellini sventolati a iosa. Il Milan vince grazie a Okafor a poche battute dalla fine. La Lazio schiuma rabbia, lo stadio fischia. «Superato ogni limite accettabile», ha detto il presidente Claudio Lotito. «È stata una sconfitta forzata, perché in questo sistema le regole non vengono rispettate. Sono venuti meno merito e rispetto delle regole».
Il Sassuolo a Ballardini. Toccherà a Davide Ballardini cercare di portare alla salvezza il Sassuolo. Accordo fino a giugno. Esiste una clausola di rinnovo, ma non specificata dalla società, legata al raggiungimento della salvezza. Con lui entreranno a far parte dello staff i collaboratori Carlo Regno (allenatore in seconda), Nicola Tarroni (collaboratore tecnico), Daniele Caleca (preparatore atletico). Ballardini prende il posto di Bigica che, a sua volta, aveva sostituito Alessio Dionisi.
Angelo Caradonna
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LAZIO (4-3-3): Provedel 6; Marusic 5.5, Gila 6.5, Romagnoli 6, Pellegrini 4; Guendouzi 5.5, Vecino 5.5 (33’st Cataldi sv), Luis Alberto 6 (15’st Hysaj 6); Felipe Anderson 5.5, Castellanos 5.5 (15’st Immobile 6), Zaccagni 6 (21’st Isaksen 6). A disp: Mandas, Renzetti, Casale, Lazzari, Ruggeri, Kamada, Andrè Anderson, Pedro. Allenatore: Sarri.
MILAN (4-2-3-1): Maignan 6; Florenzi 5.5 (19’st Calabria 6), Kjaer 6 (36’st Thiaw sv), Gabbia 6 (36’st Tomori sv), Theo Hernandez 6.5; Adli 6 (26’st Okafor 7), Bennacer 6 (19’st Reinders 6); Pulisic 6.5, Loftus-Cheek 6, Leao 6; Giroud 5.5. A disp: Sportiello, Mirante, Chukwueze, Terracciano, Jimenez, Musah. Allenatore: Pioli.
Arbitro: Di Bello di Brindisi.
Rete: 43’st Okafor.
Note: ammoniti Sarri, Romagnoli e Immobile per proteste, Florenzi, Adli, Gabbia, Theo Hernandez, Hysaj, Leao, Pulisic. Espulsi Pellegrini al 12' st per doppia ammonizione, Marusic al 49' st e Guendouzi al 51' st.
ROMA
Quando una partita finisce con 11 ammoniti e 3 espulsi, vuol dire che non una, ma molte cose sono andate storte, nell'arbitraggio e nell'atteggiamento delle due squadre. Questa è la storia di Lazio-Milan, una sfida nervosa e bruttina in cui alla fine sono saltati i nervi a tutti: il Milan torna a casa col bottino pieno, portandosi a un punto dalla Juve seconda, mentre i padroni di casa chiudono inferociti e a bocca asciutta. La Lazio era costretta a vincere, non solo per gli otto di distanza dal quarto posto Champions occupato dal Bologna, ma anche per riprendersi dallo sconfortante ko in casa della Fiorentina, lunedì scorso. Non è andata così, e l'umore in vista del ritorno degli ottavi di Champions contro il Bayern, mercoledì, dopo ieri sera non può che essere più cupo di prima, anche per via di alcuni episodi arbitrali che non sono andati giù alla Lazio. Il 190° confronto di sempre tra i due club coincide con l'86° successo rossonero. All'andata era finita 2-0 per il Diavolo: era inizio stagione, la Lazio stava vivendo un momento non facile, ma a distanza di mesi la storia si ripete. Per i laziali sotto accusa l’arbitro Di Bello, ancora nell’occhio del ciclone. Alla fine del primo tempo per un contatto dubbio in area rossonera tra Castellanos e Maignan. Nella ripresa la svolta con il secondo cartellino giallo a Pellegrini che spezza l’equilibrio. Anche in questo caso arbitro sotto accusa per non aver fermato il gioco con un giocatore a terra, Pulisic ne approfitta e Pellegrini lo stende. Secondo giallo e da lì la partita diventa ad alta tensione con cartellini sventolati a iosa. Il Milan vince grazie a Okafor a poche battute dalla fine. La Lazio schiuma rabbia, lo stadio fischia. «Superato ogni limite accettabile», ha detto il presidente Claudio Lotito. «È stata una sconfitta forzata, perché in questo sistema le regole non vengono rispettate. Sono venuti meno merito e rispetto delle regole».
Il Sassuolo a Ballardini. Toccherà a Davide Ballardini cercare di portare alla salvezza il Sassuolo. Accordo fino a giugno. Esiste una clausola di rinnovo, ma non specificata dalla società, legata al raggiungimento della salvezza. Con lui entreranno a far parte dello staff i collaboratori Carlo Regno (allenatore in seconda), Nicola Tarroni (collaboratore tecnico), Daniele Caleca (preparatore atletico). Ballardini prende il posto di Bigica che, a sua volta, aveva sostituito Alessio Dionisi.
Angelo Caradonna

