Combine e pasticci in Spagna
Liberati gli italiani fermati a Alicante, ma l’inchiesta si allarga ad altre gare
ROMA. Si allarga, ma assume anche i toni del pasticcio più che dell’intrigo internazionale, lo scandalo scommesse che vede al centro il piccolo club spagnolo dell'Eldense e un gruppo di italiani. Il clamoroso 12-0 inflitto sabato dal Barcellona B al fanalino di coda della terza divisione spagnola ha fatto deflagrare la vicenda, con cinque persone fermate tra cui due italiani, ma ora emerge che sarebbero state almeno cinque le gare truccate dalla squadra alicantina. C'era un giro di scommesse non indifferente in Asia, variabile tra i 200mila e i 500mila euro a gara, e a tirare i fili sarebbero state mafie italiane e cinesi, ma non sempre la collaborazione funzionava, anzi. Secondo le fonti, riportate da Radio Cope, il primo incontro “aggiustato” su cui indagano la Lega calcio spagnola e la magistratura risale al 18 febbraio, contro il Villarreal B, che vinse 4-0. Gli accordi sulle scommesse prevedevano almeno tre gol segnati ed uno scarto di due reti. Tutto bene anche nella gara Atletico Baleares-Eldense (5-0) del 5 marzo. Le scommesse prevedevano un minimo di tre gol e una differenza di più di due alla fine. Come nel caso precedente, ogni giocatore coinvolto doveva ricevere 60.000 euro. Pochi giorni dopo, l'Atletico esonerò il suo allenatore, l'ex milanista Ziege. Le cose cominciarono a guastarsi poco dopo, al terzo incontro “truccato”, quello del 19 marzo scorso col Cornellà, finito 3-1. In quell'occasione, italiani e cinesi cercarono di sgambettarsi a vicenda, si appoggiarono a giocatori diversi e finirono poi per rimetterci tutti. L'idea dei cinesi era scommettere sul 2-0 o il 3-1 all'intervallo, mentre gli italiani puntavano sul 3-0 al'intervallo e sul 4-1 finale. Durante la partita, ad ogni gol fatto o mancato, c'erano discussioni e scambi vivaci tra giocatori coinvolti nelle due combine, creando sospetti sempre più evidenti tra gli esclusi. Altro pasticcio il 26 marzo, con la gara Eldense-Gavà. L'accordo era per uno 0-0 all'intervallo e una vittoria degli ospiti per 1-0. “Purtroppo” il gol fu segnato nel primo tempo, e tutti persero ancora del denaro. Sabato scorso, il vero pesce d'aprile, con il 12-0 che avrebbe riempito di soldi i cinesi ma anche scoperchiato il verminaio. Intanto, ieri sono stati sentiti al palazzo di giustizia di Elda i cinque personaggi fermati nell'ambito dell'inchiesta: l'allenatore “ufficiale” Franscisco Ruiz, i giocatori Michael Wayne Fernandez e Nicolas Cháfer, l'italiano Filippo Di Pierro, guida tecnica della squadra, e il capo del gruppo di investitori italiani Nobile Capuani. Al termine, sono stati rimessi tutti in libertà, con l'obbligo di non lasciare l'Unione Europea, mentre rimangono indagati per cospirazione e corruzione tra privati.

