«Con Dazn il calcio in tv sarà più diretto e fruibile»

17 Agosto 2018

Foroni: «I tifosi al centro del progetto, saremo informali e essenziali»

Domani, con gli anticipi, partirà la serie A e una delle novità della stagione sarà Dazn, la piattaforma di streaming, live e on demand, che trasmetterà 114 partite. A partire da Lazio-Napoli domani sera alle ore 20,30. Un nuovo modo di vedere il calcio, su Internet, e, probabilmente, di raccontarlo. Ogni giornata tre gare su Dazn e sette su Sky. Il direttore di Dazn, Marco Foroni, 46 anni, milanese, è a capo di una squadra di giornalisti e commentatori che ogni settimana si occuperà anche della serie B, oltre che degli avvenimenti internazionali.
Foroni, come cambierà il modo di vedere il calcio?
«Dazn è una piattaforma innovativa che mette il tifoso al centro. Potrà vedere le partite come e dove vuole. Tutto è costruito per permettere una fruizione immediata. E i contenuti saranno sempre a disposizione dell’abbonato. Non partiamo da zero, ma dall’esperienza internazionale di Dazn costruita negli anni e adattata alle esigenze del pubblico italiano».
Cambierà anche il modo di raccontare il calcio?
«Avremo uno stile più informale. Ci rivolgiamo al popolo della pay tv e parliamo con un linguaggio più franco e diretto. Il dress code sarà più informale, le telecamere saranno poste in maniera diversa per cercare di costruire una cifra di story telling più fresca. Cercheremo di fare qualcosa di innovativo».
Gli appassionati di calcio sono un po’ disorientati…
«E’ normale all’inizio, noi siamo confortati dal fatto che chi ha scaricato l’app ha espresso grossa soddisfazione. Ci vorrà un po’ di tempo per abituarci a un qualcosa che comunque arricchirà il tifoso».
Quali sono gli obiettivi in termini di abbonamenti?
«Mi occupo di contenuti editoriali, non degli aspetti commerciali. In ogni caso gli obiettivi sono ambiziosi e siamo fiduciosi di raggiungerli».
Che cosa proporrà di diverso in termini di programmi Dazn?
«L’evento in diretta è centrale con relativi pre e post partita. Noi, però, non abbiamo un canale lineare, ma viviamo di eventi live. Non faremo studi lunghi di un’ora, per esempio. L’intervallo della partita sarà senza pubblicità; proveremo a offrire tutti i migliori contenuti nel minor tempo possibile».
Come tratterete la serie B?
«Con un occhio di particolare riguardo. Ci saranno un pre e post partita con interviste e curiosità, senza pubblicità. Offriremo anche un servizio simile a diretta gol in caso di eventi simultanei. Ci saranno dei programmi di appoggio per la serie B come per la A. Avremo dei contenuti accessori con personaggi e protagonisti da sviscerare. La grossa differenza è che il tifoso del Pescara, ad esempio, non dovrà attendere per vedere quel che gli interessa, perché lo troverà disponibile sulla piattaforma: cerco il contenuto sulla B, me lo scelgo e non devo aspettare».
L’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve è un bel traino anche per voi?
«E’ un traino per tutto il movimento, non solo per la Juve o per noi. Grazie anche al mercato del Milan e dell’Inter il calcio italiano sta tornando a grandi livelli. Ronaldo, inoltre, ci accredita a livello internazionale».
Tutti contro la Juve?
«E’ la superfavorita dall’alto dei sette scudetti di fila, ha un’organizzazione, di squadra e societaria, che è un esempio per tutti. Sarebbe la favorita anche senza Ronaldo, figurarsi con il più grande, insieme a Messi, campione contemporaneo. Dopodiché va rimarcato come l’Inter si sia mossa benissimo sul mercato e il Milan ha trovato in Higuain il bomber che mancava a Gattuso. La Roma ha cambiato assecondando il progetto di Di Francesco; il Napoli con Ancelotti può continuare a fare bene. La mia sensazione è che la Juve è favorita, ma avrà una concorrenza più forte».
La sorpresa?
«La Fiorentina di Pioli che nella passata stagione ha posto delle basi importanti. Tra l’altro, Simeone mi piace un sacco. E poi aggiungo la Sampdoria, perché Giampaolo è bravo».
Il capocannoniere?
«Scontata la risposta: Cristiano Ronaldo. Poi, dico Icardi e Higuain. Non penso di essere tanto originale».
Il suo modello giornalistico?
«Essere rigoroso e preciso senza mai dare nulla per scontato. Occorre sempre verificare per avere autorevolezza. E poi, chiaramente, uno stile personale. Io vivo di passione e di entusiasmo che cerco di trasferire nel mio lavoro. Diceva Montanelli che un bravo giornalista deve spiegare l’ippica senza essere un cavallo».
Ricorda la sua prima telecronaca?
«Di calcio a Tele+, nel 1999, Sunderland-Leeds di Premier League. Però, ho iniziato da radiocronista e telecronista di pallavolo e hockey nel 1994, a Milano».
Chi prenderebbe da Sky o Mediaset?
«Sono contento della squadra che ho costruito, attingendo, tra l’altro, anche da Mediaset».
@roccocoletti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA