Con la coppa Italia ripartono anche serie D e Prima divisione

PESCARA. La pallavolo si sta organizzando per far ripartire anche l’attività di base. La Fipav, infatti, ha di recente allargato il novero dei campionati di «rilevante interesse nazionale». Finora...
PESCARA. La pallavolo si sta organizzando per far ripartire anche l’attività di base. La Fipav, infatti, ha di recente allargato il novero dei campionati di «rilevante interesse nazionale». Finora - in piena pandemia da coronavirus - si gioca fino alla serie C regionale. Ma la federazione ha dato il via libera anche alla serie D e alla Prima divisione. Infatti, organizzerà la Coppa Italia di serie D e quella di Divisione da far partire entro il mese di aprile, quando, si spera, i contagi saranno diminuiti rispetto alla media attuale. Questo per permettere alle squadre interessate a riprendere l’attività agonistica di tornare ad allenarsi. Non saranno dei veri e propri campionati, nel senso che non ci saranno in palio promozioni o retrocessioni. E chi non vorrà ripartire non subirà alcuna sanzione e nè perdere i diritti alla categoria. Chi vorrà, però, potrà tornare in campo, disputando una fase regionale che dovrà essere conclusa entro l’8 luglio. La vincente, poi, accederà alla fase nazionale che metterà in palio il trofeo. Un’altra finestra sarà quella riservata ai giovani. Sì, perché per permettere la ripresa del mini-volley ci sarà anche una Coppa Italia under 12. Con lo stesso format: fase regionale e poi fase nazionale. La normativa della Fipav deve essere recepita dai comitati regionali che apriranno i termini per le iscrizioni. Solo chi parteciperà alle coppe potrà tornare in palestra per prepararsi all’attività agonistica. Gli altri no. «C’è la voglia di ripartire a tutti i livelli», sostiene il presidente della Fipav Abruzzo Fabio Di Camillo, «la federazione nazionale ha aperto questa possibilità per chi è nelle condizioni di ricominciare senza costingere nessuno, vista la situazione pandemica che stiamo fronteggiando». Per i campionati con la formula tradizionale, invece, appuntamento alla prossima stagione quando, si spera, la pandemia diventerà solo un brutto ricordo. (r.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

