Condottieri e strateghi l’Abruzzo dà lezioni di tattica in serie A e B

22 Novembre 2018

È un momento d’oro per i tecnici della nostra regione, mai così tanti ad alti livelli contemporaneamente

Abruzzo tra mare e monti. Con paesaggi incantevoli e… con la predisposizione a far emergere allenatori di calcio. Ad alti livelli. In uno dei momenti più difficili per la storia sportiva della nostra regione spiccano le eccellenze della panchina: tre allenatori nella serie A di calcio e altrettanti in B. Mai l’Abruzzo era arrivato così in alto nella produzione di uomini di calcio. In comune hanno poco o niente Eusebio Di Francesco, Marco Giampaolo, Roberto D’Aversa, Fabio Grosso, Vincenzo Vivarini e Massimo Oddo. Tutti sono passati per Pescara, chi da calciatore e chi da tecnico o componente dello staff. Magari può balzare agli occhi la matrice comune di D’Aversa, Grosso e Oddo, prodotti del settore giovanile della Renato Curi; oppure il vissuto nei posti di mare.
D’Aversa e Giampaolo sono figli di emigranti. Ma non ci sono altri punti di incontro tra i sei professionisti, ognuno ha una storia diversa. Difficile riscontrare in altre regioni una concentrazione di allenatori così alta tra A e B. Una piacevole coincidenza che dà lustro a una regione che in passato mai ha vissuto tanta abbondanza di personaggi ad alti livelli. Altissimi quelli toccati da Eusebio Di Francesco, semifinalista di Champions League con la sua Roma; in Europa non è ancora arrivato Marco Giampaolo, ma il suo lavoro ha prodotto plusvalenze per tanti milioni di euro al presidente della Sampdoria Massimo Ferrero; Roberto D’Aversa il suo percorso se l’è costruito a suon di promozioni, con il Parma, dopo il debutto sulla panchina della Virtus Lanciano, in serie B; Fabio Grosso è stato, è e sarà per tutti l’uomo della provvidenza dei Mondiali vinti nel 2006 in Germania, un piacevole marchio dal quale sta cercando si staccarsi con il lavoro svolto prima nel settore giovanile della Juve, poi a Bari e ora a Verona; Vincenzo Vivarini è partito dalla gavetta, dai campionati regionali, non si è arreso agli esoneri e nel tempo si è fatto apprezzare fino ad arrivare in B; Massimo Oddo, infine, non conosce mezze misure in panchina: dalla Primavera del Pescara alla prima squadra, poi una finale play off persa e una vinta in B; l’esonero in biancazzurro e poi quello di Udine. A Crotone cerca un rilancio che è nelle sue corde.
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