Condò, un tuffo nel passato «Io, il Teramo e Malavolta»

4 Dicembre 2020

L’ex giocatore biancorosso, ora ds della Vibonese, domenica sfiderà il Diavolo «Il presidente era come un fratello. L’Abruzzo è casa mia, qui ho trovato l’amore»

TERAMO. Domenica il Teramo ritroverà da avversario Luigi Condò, 42 anni, ex giocatore biancorosso e da poco più di due mesi direttore sportivo della Vibonese. Condò ha collezionato da terzino-centrocampista 10 presenze con il Diavolo (tra campionato e coppa Italia) nella stagione 1997-98. Condò è calabrese, ma è legato all’Abruzzo perché, oltre ad aver giocato anche con Pescara, L’Aquila e Rc Angolana, ha sposato una ragazza di Chieti, la calciatrice neroverde Giulia Di Camillo. Il ds della Vibonese si racconta al Centro a due giorni dalla gara del Bonolis.
Che effetto le fa tornare a Teramo da ex?
«È un’emozione forte. Sarà piacevole rivedere Teramo a distanza di 22 anni e tornare in una città dove mi hanno sempre voluto bene. Peccato non ci sia il pubblico sugli spalti».
Che ricordo ha dell’esperienza in maglia biancorossa?
«Sono arrivato lì nell’estate del 1997 in prestito dal Pescara. Fu un anno importante. Era il Teramo di Ettore Donati e del compianto presidente Romano Malavolta junior, che aveva appena acquistato la società. Giocavamo al vecchio stadio comunale in un’atmosfera incredibile e andammo a fare i play off dell’allora serie C2 contro l'Arezzo. A Teramo ha avuto inizio a tutti gli effetti la mia carriera da professionista. Un infortunio al ginocchio, in quella stagione, mi costrinse purtroppo a stare fuori per più di tre mesi».
Che rapporto aveva con il presidente Malavolta?
«Ottimo. Romy è stato squisito con me e mi ha trattato come un fratello minore. Avrebbe voluto trattenermi a Teramo, ma non fu possibile. Quando ho saputo della sua scomparsa (avvenuta nel 2012, ndc) è stata una mazzata».
Ci racconta il suo legame con l’Abruzzo?
«Sono nato a Taurianova (in provincia di Reggio Calabria, ndc), ma mi sento un abruzzese d’adozione. Dopo le varie squadre nelle quali ho giocato mi sono sposato con Giulia, che è di Chieti, rinforzando ancora di più il mio legame con questa splendida regione. Adesso mi divido tra l’Abruzzo e la Calabria per motivi di lavoro».
Cosa si prova nel vivere accanto a una calciatrice?
«Sono fortunato. Io e mia moglie ci capiamo alla perfezione perché entrambi facciamo parte dello stesso mondo. Sono orgoglioso di lei. C’è una grande complicità tra di noi».
Parliamo della gara di domenica. Che Vibonese vedremo al Bonolis?
«La vittoria di mercoledì, sul campo della Casertana, ci ha dato entusiasmo. Stiamo facendo bene, non dimentichiamo che la nostra è una delle squadre più giovani del girone. Affrontiamo il Teramo con qualche problema a centrocampo e dopo i tanti impegni ravvicinati delle ultime settimane. Sarà dura, ma lo sarà anche per i biancorossi».
Il Teramo può restare in alto fino alla fine?
«Sì. Non sono sorpreso da ciò che sta facendo il Teramo. Ha una rosa forte e un tecnico valido come Paci. Per noi, domenica, sarà come la sfida di Davide contro Golia».
Gaetano Lombardino
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