Conte: «Ottima partita ma sfide così vanno chiuse Il rosso? Non va bene»

7 Settembre 2015

Il ct soddisfatto della prestazione: «Ma concretizziamo troppo poco» Chiellini: «Meritavamo di raccogliere di più». Verratti: «Ora dipende solo da noi»

Non vive certo la partita con aplomb britannico. Antonio Conte sembra uno di quegli attori usciti dall’Actor’s Studio che per entrare nella parte si calano nel personaggio in un processo di immedesimazione che tocca testa, cuore, anima e pancia. E allora il ct trasforma l’area tecnica in una sorta di arena: urla, fischia, impreca e scava solchi sul terreno degni del miglior Trapattoni. Si scompone quasi tanto che temiamo per la tenuta del suo cuoio capelluto che evidentemente è a prova di bomba. Del resto la sfida con la Bulgaria è troppo importante per viverla come un baronetto inglese. «Sono contento della prova dei ragazzi – esordisce il ct – però non siamo stati bravi a sfruttare tutte le occasioni che abbiamo creato. È incredibile che una partita che abbiamo dominato sia rimasta in bilico sino alla fine. Dobbiamo imparare a essere più cattivi là davanti».

È un Conte che gioca all’attacco, che si assume le sue responsabilità e che difende i suoi uomini con la fierezza e la grinta di un condottiero romano. Come ad esempio quando toccano Andrea Pirlo, il nervo scoperto di questi giorni.

«Alla vigilia di ogni partita – ricorda il mister azzurro – Andrea viene etichettato come insostituibile, ma quando gioca da 6.5, e non da 8, viene valutato negativamente. Sa cosa penso di lui e non lo devo dire a nessuno».

E dal senatore Pirlo rimasto alla finestra al giovane erede Verratti trattato con carota e bastone da Conte.

«Marco è sicuramente un giocatore su cui contare ma deve crescere ancora molto e imparare a giocare la palla di prima. Sono contento anche della vecchia guardia: Buffon ha fatto una sola parata ma decisiva. Peccato per De Rossi: quei gesti non li deve fare».

Ma è un Conte sincero e umano quando si parla della disperazione dei migranti allarme sociale nel mondo e in Sicilia in modo particolare.

«È una tragedia immane – dichiara – sono un uomo di mare e so cosa significa sfidare senza mezzi la natura. Ora però mi solleva vedere l’Europa che dalle parole sta passando ai fatti, anche se c’è voluta la morte di un bimbo, immagine-simbolo scioccante e straziante, per smuovere le coscienze.».

Giorgio Chiellini con 78 presenze raggiunge Gaetano Scirea nelle presenze azzurre. «È un motivo d’orgoglio – dice il difensore – ed è ancora più bello che sia giunta una vittoria». Un giocatore ritrovato è Stephan El Shaarawy a cui l’aria di Monaco fa bene. «Abbiamo sviluppato un buon gioco e creato tanto». Marco Verratti ha superato l’esame: contro Malta al fianco di Pirlo, contro la Bulgaria vicino a De Rossi. «Sono due grandissimi giocatori, differenti, ma due grandi campioni con i quali è facile giocare. La qualificazione? Ora dipende solo da noi».

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