Conte sfida Di Francesco con Eriksen

L’allenatore nerazzurro: «Tanta negatività». Il tecnico dei sardi: «Non ha senso aspettarli, dobbiamo credere in noi stessi»
CAGLIARI. L’Inter dopo l’eliminazione in Champions cerca il riscatto in campionato.
L’aspetta (ore 12,30) il Cagliari di Eusebio Di Francesco con Nandez e Simeone, appena usciti dal Covid. I due sudamericani forse saranno utilizzati solo a partita iniziata visto che l'attaccante è rientrato nel gruppo giovedì scorso, mentre il centrocampista ha ripreso gli allenamenti soltanto ieri. Due rinforzi in più per i rossoblù in una gara quasi impossibile per due motivi: la forza degli avversari, ma soprattutto la rabbia per la recente eliminazione dalle coppe europee. «Ma queste partite», ha detto il tecnico Eusebio Di Francesco, «si giocano sì rispettando gli avversari, ma soprattutto guardando a noi stessi. La rosa dell'Inter fa impressione, compresa la panchina. Ma da queste partite si possono ottenere risultati giocando di squadra, compatti nelle due fasi». Senza aspettare gli avversari, questa la chiave tattica della partita. «Stare bassi ad attenderli», ha spiegato Di Francesco, «non mi fa impazzire. Difendendo bassi facciamo il loro gioco perché hanno in mezzo all'area giocatori forti fisicamente ed è tipico delle squadre di Conte svariare sulle fasce per poi mettere il pallone al centro. Poi ci sono anche gli avversari. Ci saranno fasi in cui avranno il loro il pallino del gioco ed altre in cui speriamo di averlo noi». Tornano alla Sardegna Arena gli ex Barella e Nainggolan. «Cosa direi se dovessi vedere il Ninja? La stessa cosa che gli ho detto la scorsa estate: arrivederci».
In casa nerazzurra, la tattica è sempre la stessa, ormai la si conosce dai tempi di Mourinho. Fare quadrato, tirare fuori nemici veri o presunti, dividere il campo in due, «noi» contro «loro», pronti a combattere una battaglia contro il nemico, spesso più presunto che reale. Non ha fatto eccezione Antonio Conte. «Non prestiamo il fianco a chi in questo momento sta godendo e spera che si distrugga quel che stiamo cercando di fare da un anno e mezzo», sostiene il tecnico dell’Inter. «Vedo troppa negatività. Non prestiamo il fianco a chi vuole distruggere perché vede che ci possono essere dei frutti in futuro. Bisogna restare compatti e uniti, sapendo che in questo percorso iniziato lo scorso anno siamo arrivati al secondo posto e a una finale di Europa League, più una semifinale di Coppa Italia. Siamo tornati ad avere una credibilità, con la valorizzazione importante di alcuni giovani. Chi vuole il male dell’Inter cerca la distruzione. Noi cerchiamo di costruire perché vogliamo il bene dell’Inter».
Oggi Conte potrebbe rilanciare Eriksen dall’inizio, dietro gli attaccanti Lukaku e Sanchez, favorito su Lautaro Martinez.
Angelo Caradonna

