Conte: vincere per entrare nella storia

Il tecnico nerazzurro suona la carica: «La gente si ricorda di queste sfide solo se porti a casa il trofeo». Godin: «Serve cuore»
COLONIA. Il 22 maggio 2010, mentre l'Inter alzava al cielo la sua terza Champions League, Antonio Conte aveva appena firmato il contratto da allenatore con il Siena. Probabilmente nessuno avrebbe mai potuto immaginare che 3.744 giorni dopo, a giocarsi l'opportunità di riempire nuovamente la bacheca nerazzurra con un trofeo europeo ci sarebbe stato proprio lui, l'ex nemico diventato ora trascinatore. «C'è solo un modo per entrare nella storia di un club: vincere». Ed è quello che l'Inter vuole fare stasera (ore 21, diretta tv su Sky), quando a Colonia si troverà di fronte il Siviglia nella finale di Europa League: obiettivo alzare il primo trofeo a Milano, che sarebbe anche la prima coppa interista in Europa dal Triplete e la prima dell'era Suning. Giunti all'ultima partita della stagione, l'Inter sa bene cosa si gioca. E anche il messaggio inviato da Conte ai suoi giocatori è stato altrettanto chiaro: «La gente si ricorda solo quando vinci le finali», le parole del tecnico. «Io da giocatore ne ho anche perse tante, eppure il pensiero va solo a quelle finite bene». E poi ancora: «Ci deve essere entusiasmo per aver fatto un percorso importante in Europa League, dobbiamo essere orgogliosi di aver riportato l'Inter in una finale dopo 10 anni. Ma la storia la scrive chi vince, è un peccato ma anche una spinta in più per cercare di ottenere il massimo». Bisogna vincere, e per farlo è meglio anche allontanare le nubi sul futuro. «Potrebbe essere la mia ultima partita all'Inter? Negli anni ho imparato a vivere il momento, domani (oggi, ndc) cercherò di vivere la finale. Questo è quello che ho imparato nella mia carriera, vivere il momento e pensare a quello che succede adesso». Nella testa quindi c'è spazio solo per il Siviglia, ribadendo che la paura non è certo il sentimento con cui Conte si avvicina alla partita. «La parola paura non fa parte del mio vocabolario e di quello dei miei giocatori. Abbiamo rispetto per il Siviglia, ma se siamo qui è perché abbiamo le nostre carte da giocarci. Per battere il Siviglia dobbiamo dare tutto e dimostrare che vogliamo la coppa più di loro. Vogliamo dare una gioia ai tifosi, a noi stessi, al club». Una carica che arriva anche dalle parole di chi quella coppa l'ha già alzata, come Diego Godin. «Vogliamo tutti vincere, per farlo dobbiamo giocare con il cuore. La finale si gioca come squadra e soprattutto con il cuore, mettendo sempre qualcosa in più. Dobbiamo scendere in campo facendo di tutto per portare a casa questa coppa», le parole dell'uruguaiano, che in carriera ha vinto due volte l'Europa League con l'Atletico Madrid. Sulla leadership in campo di Godin farà affidamento anche Conte, che va verso la conferma della squadra ormai collaudata in questa fase finale della stagione, con il 3-5-2 ed Eriksen in panchina. Dove dovrebbe esserci anche Sanchez, che si è allenato con la squadra nella rifinitura a Colonia, tra un sorriso e l'altro nel torello con anche Conte protagonista. Il clima giusto per preparare l'assalto alla coppa.
LE FORMAZIONI
SIVIGLIA (4-3-3): 13 Bounou; 16 Jesus Navas, 12 Koundé, 20 Diego Carlos, 23 Reguilon; 10 Banega, 25 Fernando, 24 Jordan; 41 Suso, 51 En-Nesyri, 5 Ocampos. All: Lopetegui.
INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 2 Godin, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 33 D'Ambrosio, 5 Gagliardini, 77 Brozovic, 23 Barella, 15 Young; 9 Lukaku, 10 Lautaro. All: Conte.
Arbitro: Makkelie (Olanda).
Angelo Caradonna

