Contratti, budget e futuro ecco i nodi del Pescara

19 Maggio 2021

Ben 21 i giocatori legati al Delfino e gli stipendi dei big sono un problema 

PESCARA . I propositi di Daniele Sebastiani potrebbero scontrarsi con la dura realtà. A breve il presidente del Pescara indicherà il nome del direttore sportivo, poi si procederà alla nomina dell'allenatore. Come annunciato nei giorni scorsi, l'imperativo è liberarsi dei contratti onerosi che rischiano di impoverire le casse societarie, già penalizzate dalla pandemia e dalla retrocessione in serie C. «Ci sarà un repulisti. I calciatori con gli stipendi alti sono in uscita, non possiamo permetterci di averli», le parole del maggiore azionista del Delfino. Tuttavia, la sensazione è che il compito da portare a termine sia tutt'altro che agevole. Senza incentivi all'esodo appare difficile trovare una sistemazione agli elementi più pagati, tra i quali figurano Fiorillo, Scognamiglio, Sorensen, Valdifiori, Busellato, Memushaj e Galano. Dunque, il piano di ricostruzione tecnica dovrà essere necessariamente accompagnato da almeno sei-sette cessioni eccellenti che potrebbero liberare risorse fresche da investire sul mercato. Inoltre, se verranno confermate le regole della passata stagione in Lega Pro, bisognerà formare una lista composta da 24 giocatori, più un giovane nato (presumibilmente) dal 1 gennaio 2002.
Il Pescara ha 21 calciatori sotto contratto. Ai dieci elementi che hanno fatto parte della rosa 2020-21, vanno aggiunti quelli che rientrano dai prestiti (Elizalde, Crecco, Celli, Bocic, Bunino, Di Grazia e Borrelli, oltre a Diambo sul quale il Benevento vanta un'opzione di riscatto) e i tre baby della Primavera che hanno firmato i contratti da professionisti. Si tratta del portiere Radaelli e degli attaccanti Blanuta e Belloni. Tra questi tre, solo uno potrà essere il 25° della lista, invece gli altri due dovranno essere compresi nell'elenco dei 24. In pratica, al momento, il Pescara potrebbe inserire solo altri 4 giocatori nella lista (oltre ai propri tesserati delle giovanili, i cosiddetti "giovani di serie" in numero illimitato). In realtà i club possono avere sotto contratto anche un numero di calciatori maggiore di 24, ma non possono utilizzarne di più nel corso della stagione. La lista può essere variata durante i periodi di campagna trasferimenti e in alcuni casi eccezionali (ad esempio un portiere con un altro portiere).
Insomma, sarà un'estate di duro lavoro per la dirigenza. Sarà fondamentale dosare i movimenti in entrata e quelli in uscita. Negli ultimi anni, le rose extra-large sono state il problema principale. Nel 2017, anno della retrocessione dalla serie A alla B, Zdenek Zeman fu costretto a convocare ben 39 giocatori. Nel 2018-19 Bepi Pillon ne portò in ritiro 29, nella stagione successiva con Luciano Zauri partirono in 32 e altri 9 rimasero ad allenarsi al Poggio degli Ulivi. Infine, l'anno scorso, Massimo Oddo iniziò la preparazione con 21 giocatori per poi ritrovarsene 31 al termine del mercato. Oggi, invece, bisogna trovare la forza per cedere i big e ricostruire la rosa rispettando il regolamento della serie C. L'intenzione di rifondare c'è, ma il compito non è affatto semplice.
Giovanni Tontodonati
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