Contratti pesanti, fardello da 4 milioni

Il presidente Sebastiani vuole mandare via dieci biancazzurri
PESCARA. Giorni di riflessione in casa Pescara. Daniele Sebastiani non ha ancora sciolto le riserve sull'allenatore e sul direttore sportivo che dovranno accompagnarlo nel lavoro di ricostruzione. Agenti, dirigenti e addetti ai lavori sono in azione da settimane, pronti a elargire consigli e suggerimenti. Il presidente ascolta, elabora e riflette, ma la sensazione è che i tempi della scelta definitiva non siano affatto brevi. Tra Giorgio Repetto e Antonio Bocchetti uno, al massimo, resterà alle sue dipendenze. E anche il futuro di Gianluca Grassadonia sembra essere lontano dall'Abruzzo. In attesa degli annunci, in seno alla società si ragiona sull'organico che dovrà essere rifondato. L'intenzione è quella di cedere il maggior numero possibile di calciatori e dare una forte ventata d'aria fresca all'interno dello spogliatoio. In particolare, anche per esigenze legate al bilancio, c'è la necessità di liberarsi dei giocatori che hanno contratti onerosi per la serie C. Sebastiani ha già fatto sapere che il club, a causa degli effetti economici negativi provocati dalla pandemia e dei minori introiti derivanti dalla retrocessione, non è in grado di onorarli. «Sono in uscita, la società non può permettersi di avere in rosa giocatori con stipendi troppo alti. Dovranno trovarsi un’altra sistemazione», le sue parole nei giorni scorsi. L'elenco è composto da Vincenzo Fiorillo, il capitano e portiere con più presenze (224) nella storia del club che è legato al Pescara fino al 2024, i difensori Gennaro Scognamiglio (2022), Frederik Sorensen (2022), Mirko Drudi (2022), Mardochee Nzita (2024), Edoardo Masciangelo (2024), i centrocampisti Mirko Valdifiori (2022), Massimiliano Busellato (2022), Ledian Memushaj (2023) e l'attaccante Cristian Galano (2022). La somma dei loro ingaggi è pari a circa 4 milioni di euro, un fardello difficilmente sostenibile per una società retrocessa in serie C. Tra questi solo Nzita e Masciangelo potrebbero restare in riva all'Adriatico. La speranza della dirigenza è che tutti gli altri trovino una nuova sistemazione, altrimenti si proverà a liberarli facendo ricorso ai cosiddetti incentivi all'esodo. Difficile pensare di trattenerli dopo una stagione così disastrosa, nonostante in passato alcuni siano stati protagonisti di stagioni entusiasmanti. Solo se decidessero di decurtarsi pesantemente lo stipendio (ma difficilmente lo faranno), forse qualcuno avrebbe qualche chance di rimanere. Ai dieci giocatori citati vanno aggiunti quelli che rientrano dai prestiti. Tra i difensori figurano il 21enne uruguaiano Edgar Elizalde, reduce dall'esperienza nella Juve Stabia, che ha un contratto fino al 2023, Alessandro Celli, 23enne rientrato dalla Virtus Francavilla e legato al Delfino per un'altra stagione, e il jolly Luca Crecco, classe 1995, retrocesso con il Cosenza e di proprietà del Pescara fino al 2023. Poi ci sono il ventenne Amadou Diambo, in prestito con diritto di riscatto al Benevento (contratto fino 2024) e gli attaccanti Milos Bocic, tornato in Abruzzo per fine prestito dalla Pro Sesto (in scadenza nel 2024), Cristian Bunino dal Monopoli (2022), Gennaro Borrelli, rientrato dalla Juve Stabia (2024) e Andrea Di Grazia (2023), di ritorno dall'Arezzo. Infine, ci sono tre baby della Primavera che in tasca hanno il contratto da professionisti: si tratta del 20enne portiere Nicolò Radaelli (2022) e delle punte Nicolas Belloni (2023) e Vladislav Blanuta (2025).
Qualche giovane potrebbe fare parte del nuovo Pescara, per il resto c'è la volontà di fare piazza pulita.
Giovanni Tontodonati
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