Coraggio e determinazione Braccia al cielo del Giulianova

Teramo sconfitto nel tempo supplementare dopo aver dominato la gara per 36’ Giuliesi in festa per una vittoria inaspettata, ma il finale è condito dalle polemiche
GIULIANOVA. Per vincere i derby, per la maggior parte delle volte, la tecnica e la qualità possono non bastare. Servono grinta, cattiveria agonistica e soprattutto tenacia, coraggio e determinazione. L’Etomilu Giulianova ha avuto il merito di non mollare mai, anche quando, in campo e sugli spalti, più di qualcuno aveva visto la sconfitta più che certa. Mancavano poco meno di cinque minuti alla sirena finale quando Musso ha messo dentro il canestro del 41-58 (+17) a favore del Teramo Basket 1960. I tifosi biancorossi, presenti in grandissimo numero, esultavano e vedevano profilarsi la vittoria, all’esordio, e per giunta in un derby a Giulianova. Scoramento e delusione, al contrario, per i padroni di casa. Ma un parziale di 17-2, compreso il supplementare sarà 29-4, riapre tutto. Ricci è il trascinatore ben supportato dal giovane Criconia che ha mostrato tutto il proprio talento. Teramo non riesce più a reagire mentre, sulle ali dell’entusiasmo, i giuliesi hanno iniziato, minuto dopo minuto, a crederci sempre più. Il tabellone luminoso segna 58-60 quando un’entrata di Ricci, a sei secondi dalla fine, trova il fallo di Cicognani. Due tiri liberi e parità a quota 60 che porta il match all’overtime. Insperato per l’Etomilu. Nel supplementare poi Teramo è frastornata, perde i giocatori per falli (ben 4) ma non solo visto che si fa male, ad un ginocchio, anche Milojevic. E la squadra di coach Tisato, pur continuando a commettere errori a ripetizione, ne approfitta portando a casa una vittoria sulla quale in pochi, pochissimi, sul 41-58, avrebbero scommesso. Partire dalla fine per raccontare un derby che ha visto Teramo giocare bene per oltre 35 minuti, condurre con ampio margine. E Giulianova che, invece, porta a casa un successo dopo una partita condita da una serie incredibile di errori e percentuali molto basse: 17 errori ai liberi è solo un dato eloquente. Vittorie così, in giornate non positive, sono anche sintomi importanti. Sin dalle prime battute il Teramo ha fatto valere la sua esperienza portandosi avanti anche largamente: 12-22, 17-35 con uno scatenato Nolli. Siamo al 16’ ed il match sembra già aver preso la strada di Teramo anche perché Giulianova sbaglia troppo. Dopo l’intervallo lungo, però, i biancorossi hanno un black out offensivo subendo molto l’aggressività giallorossa. Tomasello le prova tutte contro i suoi ex compagni, ma è Ricci a suonare la carica con un paio di canestri: 39-41 al 19’ e la notizia che al Pala Castrum c’era di nuovo una partita. L’avvio di ultimo periodo, però, sembra spostare l’inerzia dalla parte della compagine del presidente Ruscitti. Giulianova segna solo un punto per oltre cinque minuti, Cicognani, Nolli e Musso, invece, trovano la via del canestro con grande continuità. Poi l’epilogo già descritto. «È stata una partita difficilissima per tanti motivi», sottolinea coach Davide Tisato dell’Etomilu Giulianova, «nella prima parte ci hanno messo in grande difficoltà, siamo stati, però, bravi b a continuare a giocare. Poi, con qualche aggiustamento, abbiamo alzato l’intensità e con la pressione a tutto campo siamo rientrati. Abbiamo sbagliato veramente tanto ma la vittoria ci fa felici e dà fiducia». Dell’umore completamente opposto coach Piero Bianchi. «Sono contento per come abbiamo giocato per 36 minuti, gli ultimi 4, invece, sono da cancellare. Difficile accettare una sconfitta così. Posso dire che finchè si è giocato a pallacanestro eravamo avanti saldamente. Sulla corrida, invece, la mia squadra non è ancora preparata: quattro nostri giocatori usciti per falli ed uno infortunato».
Matteo Falzon
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