Corda: «Ho sbagliato, mi hanno coinvolto»

22 Luglio 2015

L’ex allenatore del Barletta (tra gli indagati) lancia segnali: «Ho compiuto un errore a non denunciare»

PESCARA. Finora i sette indagati dalla Procura di Catanzaro per Savona-Teramo hanno scelto due strade: negare ogni addebito oppure restare in silenzio.

Ce n'è uno, Ninni Corda (nella foto), che però potrebbe rompere il fronte. Sì, perché il tecnico sardo – che nell'ultima stagione ha guidato il Barletta (in Lega Pro) e in passato il Savona – sta lanciando dei segnali ambigui.

In un'intervista a La Stampa, infatti, ha detto testualmente: «Ho sbagliato in certe circostanze, lo si vedrà dagli atti anche per Savona-Teramo. Hanno cercato di coinvolgermi, ho sbagliato a non denunciare un malcostume che al Nord è meno presente che al Sud. È un ambiente strano quello meridionale di Lega Pro, il sabato prima della gara non vai mai a letto sereno…».

Parole che non lasciano adito a interpretazioni. Ninni Corda è uno dei sette indagati per frode sportiva. Secondo l'accusa, Ercole Di Nicola – ex dirigente dell’Aquila – si sarebbe rivolto a lui per cercare di "agganciare" qualcuno del Savona per taroccare Savona-Teramo, la partita promozione del 2 maggio scorso, una delle tante oggetto dell'inchiesta Dirty Soccer di Catanzaro e sotto la lente di ingrandimento della procura federale. Corda sarebbe stato il “gancio” di Di Nicola e sarebbe stato a cena, nei giorni precedenti la gara sotto inchiesta, sia con l'ex responsabile dell'area tecnica dell'Aquila, che con Marcello Di Giuseppe, il ds del Teramo. Nelle intercettazioni agli atti dell'inchiesta ci sono anche le parole di Di Nicola che imprecava, dopo la gara del 2 maggio scorso, contro il tecnico di Nuoro, maledicendo il giorno in cui l'aveva coinvolto nella vicenda.

E alcune settimane fa al quotidiano Il Resto del Carlino lo stesso allenatore nuorese ha detto: «La cena con Di Giuseppe? Dirò tutto a Palazzi». E poi alla domanda se si sentiva di escludere che ci fosse stata una combine in Savona-Teramo aveva risposto: «Non lo escludo, assolutamente».

Chiaramente, quello che Corda dice ai giornali non ha rilevanza nel giudizio, sia penale che sportivo. Però, quello che dirà a Palazzi sarà fondamentale per le sorti del Teramo. E i segnali che sta lanciando non sono affatto rassicuranti. Ninni Corda è uno dei tanti fermati del 19 maggio scorso quando è scoppiato lo scandalo Dirty Soccer.

Sarebbe tra i protagonisti di alcune gare truccate, secondo gli inquirenti di Catanzaro. Non solo. A metà giugno il Tribunale federale nazionale ha inflitto tre anni squalifica e 50 mila euro di multa a Ninni Corda, che era stato deferito «per aver posto in essere atti miranti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara valida per il campionato di Lega Pro, Girone B, Savona-Spal del 6 settembre 2014». Un'accusa di illecito che è stata smontata in secondo grado, davanti ai giudici della Corte federale d'Appello, che hanno ridimensionato la squalifica da tre anni a uno. Quindi, fino al 30 giugno 2016. Uno sconto che ha fatto tirare il fiato al tecnico il quale, però, deve essere ancora giudicato per Dirty Soccer.(r.c.)

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