Cori, bandiere e birra: 38 anni di amicizia

29 Maggio 2015

Quello con i vicentini è il gemellaggio più antico d’Italia

PESCARA. È, almeno secondo l'autorevole rivista di ultras Supetifo, il gemellaggio più antico d'Italia. Pescara e Vicenza hanno un rapporto speciale dal lontano 9 gennaio 1977. Nell'occasione i biancazzurri di Giancarlo Cadè erano ospiti dei veneti e, galvanizzati da 3 precedenti vittorie consecutive, furono accompagnati dall'entusiasmo di oltre 3.000 tifosi al seguito.

Quella squadra, che si stava avviando verso la prima storica promozione in serie A, espugno’ il Menti 1-0 grazie a un gol a 6' dal termine di Giorgio Repetto, sì proprio l'attuale direttore sportivo, su assist del compianto Marco Masoni, tra gli applausi dello stesso pubblico vicentino. Per ricambiare la calorosa ospitalità il Pescara si comportò allo stesso modo nel match di ritorno, vinto 2-1 dai padroni di casa, con striscioni di benvenuto già fuori dall'autostrada. Il rituale portò bene ad entrambe le squadre che a braccetto salirono di categoria.

Così il momento solenne del gemellaggio arrivò in occasione della sfida d'andata di serie A del 23 ottobre 1977, quando nel prepartita i due capi ultrà Ciro, dei Rangers Pescara, e Moreno, leader del tifo vicentino, si scambiarono le sciarpe a centrocampo come simbolo di pace e fratellanza.

Da allora il motto è sempre stato un piacevole ritornello da intonare a gran voce nelle rispettive curve: Pescara-Vicenza nessuna differenza all'Adriatico-Cornacchia, Vicenza-Pescara nessuno ci separa dal vecchio Menti, quello con il palo in mezzo alla tribuna che ostruiva non poco la visuale degli spettatori. Così per 38 lunghi anni, tra sofferti spareggi salvezza e prestigiose trasferte europee, il denominatore comune è stato quello dell'amicizia tra le opposte tifoserie che ha sempre resistito allo scorrere del tempo e all'assuefazione da calcio televisivo. Memorabili gli striscioni biancazzurri presenti allo Stamford Bridge il 16 aprile 1998, in occasione della semifinale di ritorno di Coppa delle Coppe, per incoraggiare i cugini vicentini in casa del Chelsea, vicinissimi all'impresa dopo il successo per 1-0 dell'andata.

E ancora come dimenticare gli anniversari del gemellaggio: il ventennale festeggiato nel 1997 in un match di Coppa Italia e il trentennale tra bandiere e tovaglie colorate di bianco, rosso e azzurro. L'amicizia tra le due tifoserie non ha mai rischiato una rottura.

Nemmeno nel 1994, quando il Pescara di Giorgio Rumignani, bisognoso del successo per centrare la salvezza, non andò oltre il 2-2 con i biancorossi alla penultima giornata. Il traguardo della permanenza venne poi centrato all'ultimo turno con una vittoria sul campo del Cosenza.

Tanto meno in un incontro del 2006 giocato sotto la neve, con il Vicenza scosso per un incidente con amputazione del braccio del suo centravanti paraguaiano Julio Gonzalez, e battuto sul campo 0-1 da un gol di Speranza che sembrò interrompere un patto di non belligeranza. Anche stasera pescaresi e vicentini si rivedranno, già prima della partita, per la solita adunata in pineta a base di birra e porchetta. Dal Veneto arriveranno almeno in 500 per un menù prestabilito che si rinnova di generazione in generazione, scolpito nel tempo, tra persone sconosciute che si salutano come fossero parenti, per un'accoglienza a braccia aperte che almeno in Italia ha davvero poche similitudini. In questo caso la visita di ricambio ha già un appuntamento stabilito: martedì 2 giugno in terra veneta per il match decisivo che mette in palio un posto in finale play off e la promozione in serie A.

Marco Ratta

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