Coschignano nell’olimpo del “club dei trecento”

10 Maggio 2017

La punta della Vis Cerratina (Prima categoria) festeggia la cifra tonda: «E ora posso anche smettere». Le dediche alla famiglia e... al massaggiatore

Il "club dei trecento" ha un socio illustre. Si tratta dell'attaccante della Vis Cerratina Giuseppe Coschignano che, nella sfida vinta dalla sua squadra contro il Torrevecchia (lo scorso 30 aprile), ha avuto il privilegio, concesso a pochi, di segnare, appunto, la trecentesima rete ufficiale. E anche se si parla di campionati dilettantistici, quella appena centrata dal 34enne bomber giallorosso era e resta comunque un'impresa da celebrare. Così almeno devono aver pensato i compagni di squadra. Che assieme all'allenatore, ai dirigenti della Vis e con la complicità della moglie di Coschignano, Adele, in occasione di uno dei pomeriggi dedicati all'allenamento, gli hanno organizzato, in campo, una festa a sorpresa, con tanto di torta personalizzata. «Al resto ho poi provveduto io», conferma il diretto interessato, «avendo promesso una cena a base di arrosticini (trecento: uno per ogni gol messo a segno, ndc) non appena avessi raggiunto la fatidica quota. Alla quale, a dire il vero, in principio non avevo pensato. Pur vincendo una sola volta la classifica marcatori, ho sempre segnato tanto (basti pensare che in diciotto campionati, una sola volta non ha chiuso la stagione in doppia cifra, ndc). E così, quando qualcuno mi ha fatto notare che mi stavo avvicinando alle trecento segnature, ho deciso, nonostante gli acciacchi, di andare avanti finchè non fossi riuscito a togliermi quest'ultima soddisfazione». In aggiunta ai due campionati vinti (entrambi in Seconda, con la Vis Cerratina e l'Antonio Scipione Nocciano) e al titolo di superbomber d''Abruzzo, conquistato nella stagione 2006/2007, chiusa con ben 40 reti. «Annata straordinaria», rammenta Coschignano, «rimasta a tutt'oggi la più prolifica della mia carriera. Ad essa sono del resto legati i ricordi più belli, così come da dimenticare fu la stagione 2010/2011, interamente saltata per via della pubalgia». Una carriera quasi ventennale spesa, in larga parte, nelle file della Vis Cerratina, la squadra del suo paese. «Qui sono nato e vivo da sempre, per cui, ad eccezione dei quattro anni trascorsi tra Pianella (unica esperienza in Promozione, ndc), Vis Pianella e Nocciano, per il resto ho sempre indossato la divisa giallorossa, facendo il debutto con la squadra maggiore che non avevo ancora compiuto 16 anni». Quella col Moscufo di domenica, potrebbe però essere l'ultima... «E' possibile, nel senso che sto pensando di smettere. Nel frattempo però», conclude l'esterno d'attacco tutto sinistro, specialista dal dischetto e abilissimo nel giocare sul filo del fuorigioco, «ci terrei a ringraziare una serie di persone per me importantissime, a cominciare dai genitori, e in particolare da mio padre Angelo, presente in tutte le mie gare. Una dedica speciale va poi a mia moglie ed a mio figlio Jacopo, a mio suocero, alla società, al mister e ai miei compagni di squadra, con in testa il capitano Gianluca Del Prete, ed infine al massaggiatore di fiducia Antonio. Se sono arrivato a questo traguardo, lo devo soprattutto a lui, avendomi rimesso in piedi tante di quelle volte».
Stefano De Cristofaro
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