Cosmi-Pescara, matrimonio consumato senza amore

Nel 2014 il tecnico (oggi al Trapani) arrivò al posto di Marino. A fine stagione la promessa di una telefonata (mai arrivata) per discutere della conferma
PESCARA. Un matrimonio breve consumato senza troppa passione. Era il 24 febbraio del 2014 quando il Pescara, ispirato dall’ex dg Giorgio Repetto, ha ingaggiato Serse Cosmi in panchina al posto dell’esonerato Pasquale Marino. Pochi mesi di lavoro e alla fine una telefonata mai arrivata, quella promessa dalla dirigenza biancazzurra al tecnico perugino per parlare, eventualmente, del rinnovo del contratto a fine stagione. In mezzo un cammino non esaltante, ma nemmeno da buttare: quattro vittorie, sei pareggi e altrettante sconfitte. La speranza era quella di riagganciare il treno dei play off. Niente da fare: 15° posto con 52 punti. A Cosmi sarebbe piaciuto restare in biancazzurro: con la curva Nord aveva stabilito un buon rapporto, ma con la dirigenza la scintilla non è mai scoccata. Questione di feeling che non è sbocciato, nonostante il debutto di Avellino, con un pareggio, avesse fatto sperare in un cammino migliore. Lui, l’uomo del fiume, però non è nuovo del mondo del calcio e aveva capito quello che passava per la testa di Sebastiani e soci. L’aveva capito ben prima che il campionato finisse. E quindi non è rimasto sorpreso dall’epilogo dell’avventura. Una delusione certo, ma negli ultimi anni il trend dei risultati in panchina non era stato dei migliori, per svariati motivi. La parabola di Serse Cosmi sembrava in picchiata. A Pescara non ha lasciato un gran ricordo: in panchina era uno spettacolo, un agitarsi di continuo, ma sul piano del gioco la sua squadra non ha mai convinto. Ha lasciato spesso a desiderare.
Non è mancato nemmeno il solito show in conferenza stampa, quando ha preso di mira giornalisti e opinionisti locali che lo criticavano per i risultati altalenanti e il gioco inesistente. Da qui le prime voci (le solite!) sul ritorno di Zdenek Zeman e la scelta di portare in biancazzurro Marco Baroni da Lanciano.
Cosmi è rimasto disoccupato e ha aspettato in attesa di una chiamata, giunta nel marzo del 2015 da Trapani, per sostituire Roberto Boscaglia che da quelle parti ha fatto la storia, ma che non era più assistito dai risultati. Missione compiuta, visto che i granata risalgono la classifica della serie B dal quint’ultimo posto all’undicesimo. Conferma meritata sul campo, il preludio alla cavalcata entusiasmante. Ora l’ultimo atto, proprio contro quel Pescara da cui ha atteso invano una telefonata. E lui prepara la rivincita: «La promozione in A del Trapani sarebbe leggendaria».
@roccocoletti1
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