Costacurta e Colombari, le donne sono una questione di famiglia

I commissari (tra cui il marito) tolgono i campionati femminili alla Lnd e affidano i diritti tv a Sky Martedì la moglie sarebbe dovuta diventare presidente della neonata Divisione. Ieri sera lo stop
Domenica scadranno i termini per presentare le candidature per le elezioni federali in Figc. Quella di Gabriele Gravina, sostenuta da Lega Pro, Lega nazionale dilettanti, Aia e Aiac (per un totale del 63% dei voti dei delegati) è stata già formalizzata. Oggi la Lega A ha all’ordine del giorno la posizione da assumere in vista del voto del 22 ottobre. Il nome di Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter che ieri ha declinato l’offerta, è stato “bruciato” e sarà difficile trovarne uno che nel giro di pochi giorni possa contrastare Gravina (oggi compie 65 anni). Più facile che la Lega A ponga delle condizioni programmatiche al capo della Lega Pro in cambio dei suoi voti. La posizione di partenza del dirigente abruzzese di adozione sembra abbastanza granitica e, a meno di clamorosi colpi di scena, appare destinata al successo. I due vice presidenti dovrebbero essere Cosimo Sibilia (Lnd) e Micciché (presidente della Lega A).
Confermato il contatto tra Gravina e Beppe Marotta (ormai ex ad della Juve) al quale è stato offerto un ruolo dirigenziale in federazione con responsabilità del Club Italia. Marotta ci sta pensando e qualora non dovesse consumarsi il matrimonio con l’Inter potrebbe prendere in seria considerazione la proposta. Ma in queste ore in federazione tiene banco il calcio femminile. Martedì, infatti, era stata convocata l’assemblea per eleggere il consiglio direttivo, ma ieri sera è stata rinviata dopo le diffide della Lnd e della Lega Pro. Una vicenda ricca di retroscena che danno l’idea della gestione commissariale in federazione. Il calcio femminile, infatti, è stato al centro di un braccio di ferro tra la Lnd e il commissario Roberto Fabbricini (segretario del Coni) spalleggiato dai vice Alessandro Costacurta e Angelo Clarizia. In pratica, fino alla passata stagione i campionati sono stati gestiti dalla Lega nazionale dilettanti. In estate, su iniziativa della triade Fabbricini-Costacurta-Clarizia la Figc ha avocato a sé l’organizzazione. La Lnd ha fatto ricorso agli organi della giustizia sportiva che in prima istanza hanno dato ragione a Sibilia, poi la decisione del Collegio di garanzia del Coni che ha ridato il calcio femminile alla federazione. I commissari, alla vigilia del voto del 22 ottobre, avevano convocato per martedì l’assemblea; nel frattempo era spuntata la candidatura di Martina Colombari, ex Miss Italia, e da 14 anni moglie di Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan, opinionista di Sky e dal febbraio scorso vice commissario della Figc. Lo stesso che si era battuto per far passare il “calcio rosa” dalla Lnd alla federazione. Ovviamente, lo “stretto legame” tra il vice commissario uscente e la candidata a presidente della Divisione femminile non è passata inosservato - questione di stile e opportunità - e ha alimentato polemiche. A tal punto che la Lnd ha invitato Fabbricini a rinviare l’assemblea in attesa dell’insediamento della nuova governance in federazione, forte anche di un parere del Collegio di garanzia del Coni che invita i commissari a non andare oltre le normale amministrazione. Ieri sera l’ufficializzazione del rinvio.
Questo braccio di ferro rientra nella battaglia tra i due schieramenti: da una parte Gravina, Sibilia, Nicchi e Ulivieri (il patto del 63%) e dall’altra i commissari Fabbricini, Costacurta e Clarizia sostenuti dal presidente del Coni Giovanni Malagò e ispirati da Claudio Lotito (Lazio).
Un altro particolare: i diritti televisivi di alcune partite della serie A di calcio femminile - sempre sotto la gestione commissariale - sono andati a Sky, l’azienda per la quale lavora Alessandro Costacurta, il vice commissario che si è battuto affinché la federazione mettesse le mani direttamente sul movimento in espansione. Un’operazione che sfiora il conflitto di interessi, ma spiegata con la necessità di aumentare la visibilità mediatica. A spalleggiare i commissari del Coni c’è Michele Uva, 53 anni, direttore generale della Figc e vice presidente Uefa, uno degli uomini di punta della presidenza Tavecchio. Che, inevitabilmente, entrerà in rotta di collisione con la gestione Gravina nel caso in cui l’ex presidente del Castel di Sangro dovesse vincere le elezioni del 22 ottobre.
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