Costantino, il pinetese che fa sognare il Sudtirol
PINETO. Da Pineto a Bolzano per un sogno. Rocco Costantino bomber rivelazione del Sudtirol (serie C, girone B) conosce bene quei 620 chilometri che lo divide dal suo passato e che lo avvicina al...
PINETO. Da Pineto a Bolzano per un sogno. Rocco Costantino bomber rivelazione del Sudtirol (serie C, girone B) conosce bene quei 620 chilometri che lo divide dal suo passato e che lo avvicina al calcio che conta. Nato in Svizzera ad Aarau, l’attaccante di Scerne di Pineto approda in Abruzzo nel 1996 e tira i primi calci al pallone con la maglia dello Scerne. Esplode in serie D con la Vis Pesaro grazie alle sue 27 reti. Il Sudtirol ha subito scommesso sull’attaccante ex Morro d’Oro, Pineto e San Nicolò. Fiducia ripagata da Costantino con numeri importanti e una serie B sfiorata ai play off, dove ha realizzato tre reti.
Costantino, quest’anno ha assaporato il professionismo dopo tanta gavetta tra i dilettanti. Quali sono stati gli ostacoli?
«L’inizio della mia carriera è stato un po’ travagliato. Purtroppo la regola del vincolo mi ha tappato le ali in un momento importante. Una regola che ha distrutto tanti ragazzi nei dilettanti e continuerà a farlo. Dopo due anni di Allievi nel Roseto, sono andato al Morro d’Oro disputando il campionato Juniores Nazionale. Da lì, il Pineto in Eccellenza per poi tornare di nuovo al Morro in serie D. Questo è stato lo snodo più complicato che poi, grazie al Pineto, ho risolto. Sono stati anni duri per colpa di alcuni personaggi che non voglio neanche nominare. Posso solo ringraziare il Pineto per ciò che ha fatto. In più, a 13 anni sono stato colpito dal morbo di Schlatter alle ginocchia, ma fortunatamente sono stato fermo solo un anno».
Chi fu a credere subito in lei e nelle sue capacità?
«Il mister Emidio Sabatelli è stato fondamentale a inizio carriera. Ma anche Eugenio Natale. Sono stati importantissimi per me, credendo da subito nelle mie potenzialità. Poi, se sono arrivato fin qui, è grazie anche alla mia dedizione. Con il lavoro, il sacrificio e la concentrazione si può arrivare lontano. Sto cullando il mio sogno stando sempre sul pezzo. Sono consapevole di ciò che valgo e dei miei mezzi».
Tanto Abruzzo nella sua carriera. Ma alla Vis Pesaro c’è stata la consacrazione definitiva che l’ha portata nei professionisti al Sudtirol.
«Vero. Dopo le esperienze a Pineto, Morro, San Nicolò e la parentesi Amiternina, a Pesaro con il mister David Sassarini ho segnato 27 gol nella stagione 2016/2017 guadagnandomi la serie C. Una piazza importante che mi ha dato tanto. Tant’è che mi sono stabilizzato lì con la mia ragazza. Mister Sassarini è arrivato nel momento decisivo. Grazie ai suoi insegnamenti sono migliorato tantissimo e ho avuto la costanza di ascoltarlo e applicare il tutto sul campo».
Per lei che ha sempre vissuto in città di mare, com’è stato trasferirsi a Bolzano?
«I primi mesi sono stati un po’ difficili. Ma poi è stato tutto in discesa. La società è strutturata e non ci ha fatto mai mancare nulla. Abbiamo un centro sportivo che farebbe invidia a chiunque, dove hai la possibilità di migliorarti sempre. Una struttura difficile da trovare altrove».
Dopo una stagione da record, la prima tra i professionisti, è legato per un altro anno al Sudtirol. Un pensierino alla serie cadetta è d’obbligo farlo?
«Il sogno di ogni calciatore è arrivare in serie A. Io, seppur con qualche anno di ritardo, sto percorrendo la mia strada. Sono felicissimo di avere un altro anno di contratto qui. Quest’anno abbiamo sfiorato il miracolo perdendo con il Cosenza che sappiamo dov’è arrivato. La serie B resta ancora un sogno. Vedremo cosa succederà, ma la precedenza assoluta è del Sudtirol. Ora mi godo un po’ di vacanza e poi parleremo di futuro».
Lo scorso anno è stato accostato al Pescara. Solo voci?
«Solo voci. Ho saputo da un giornale di Pesaro questa cosa, ma di concreto nulla. Ovvio che fa piacere essere accostati ad una società come quella del Pescara, ma nessun contatto».
Riccardo Di Persio
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