Così il calcio rischia di perdere oltre 200 milioni di incassi

5 Marzo 2020

MILANO. Calcio a porte chiuse. È questa la strada caldeggiata dal governo per concludere regolarmente i campionati. Una scelta che non piace a tutti: a mugugnare sono soprattutto i club delle serie...

MILANO. Calcio a porte chiuse. È questa la strada caldeggiata dal governo per concludere regolarmente i campionati. Una scelta che non piace a tutti: a mugugnare sono soprattutto i club delle serie inferiori che affidano gran parte dei loro introiti proprio ai botteghini. Senza contare ovviamente tutto l’indotto che gira intorno allo stadio: dai bar che si trovano dentro l’impianto o nelle immediate vicinanze, ai ristoranti, fino agli ambulanti. Un mondo di piccolo commercio che verrà messo in ginocchio dalla chiusura delle tribune e avrà anche poche possibilità di far sentire la propria voce. Senza contare le immancabili proteste per il fatto che dieci club di serie A non prevedono il rimborso dei biglietti nè degli abbonamenti. Si tratta di Atalanta, Brescia, Genoa, Inter, Juventus, Lecce, Roma, Sampdoria, Spal e Udinese. Sull’argomento è già intervenuta l’Antitrust per sanzionare quella che viene considerata una clausola vessatoria. Ora è sceso in campo anche il Codacons che chiede alle società di restituire ai tifosi il prezzo del biglietto o la quota dell’abbonamento. Per i club sarà un bel problema. Dovranno decidere fra le richieste della tifoseria e le esigenze di bilancio. Il problema tocca meno i grandi club che possono comunque contare sui diritti tv. Ma certo nessuno rinuncia a incassi sicuri e molto consistenti. Tanto per capire: l’ultimo Juve-Inter giocato allo Stadium ha registrato un afflusso di 41.495 spettatori per un incasso di 3 milioni e 163mila euro. Diverso il discorso per quanto riguarda il Milan che, vista la gara a porte chiuse con il Parma a San Siro, dovrà rinunciare ad 1 milione di euro di incasso. Il club rossonero ha comunicato di aver avviato le procedure di rimborso dei biglietti già acquistati. Il Sassuolo, invece, per la gara a porte chiuse contro il Brescia rimborserà i soli abbonati. Il Sole 24 ore stima che giocare le partite a porte chiuse per serie A, B e C da qui a fine stagione potrebbe comportare una perdita di ricavi stimata tra i 150 e i 200 milioni (aggiungendo anche i ricavi derivanti da gare europee). In cambio, scrive il quotidiano, il governo potrebbe riconoscere un aiuto pubblico ai club. Il vantaggio del calcio è che genera risorse proprie anche di carattere fiscale che potrebbero essere utilizzate a vantaggio del movimento senza pesare sulla collettività. Dalle sole scommesse sportive sul calcio ad esempio il fisco incassa un gettito di oltre 200 milioni. Queste risorse potrebbero servire non solo per limitare i danni nel calcio ma per tutto il resto del mondo sportivo penalizzato dal coronavirus.
Nino Sunseri