Covid, infortuni e salvezza Grassadonia incrocia le dita

24 Aprile 2021

Ceter e Busellato ancora indisponibili, un rebus i recuperi di Dessena e Sorensen  Martedì contro l’Entella il tecnico è in emergenza, ma andrà avanti con il 4-3-3

PESCARA. Gli infortuni, il Covid e il lungo stop sistemano un grande punto interrogativo lungo la corsa salvezza del Pescara. Il Delfino prima dello stop forzato aveva posto le basi per una disperata rimonta collezionando tre risultati utili di fila (5 punti) e martedì contro l’Entella proverà ad allungare la striscia positiva, anche se non sarà semplice a causa dello stop imposto dalla Asl per il focolaio di coronavirus e per gli infortuni che hanno falcidiato il gruppo biancazzurro.
Assenze e dubbi. Un piccolo stiramento al quadricipite ha tormentato Daniele Dessena, che spera di recuperare per la sfida contro l’Entella. Il centrocampista ha saltato gli ultimi allenamenti individuali, ma già oggi verrà di nuovo valutato dallo staff sanitario e potrebbe tornare ad allenarsi. Gianluca Grassadonia incrocia le dita e spera di avere buone notizie, calcolando che a centrocampo il Pescara dovrà rinunciare al suo uomo migliore, ovvero Massimiliano Busellato e in attacco al possente Damir Ceter, entrambi bloccati dal Covid.
Restano in dubbio per il match contro i liguri anche i difensori Sorensen e Bocchetti, invece saranno arruolabili Rigoni e Galano. Quest’ultimo dovrebbe partire dall’inizio nel 4-3-3 che ha in mente l’allenatore. Il tridente dovrebbe essere formato dall’ex Foggia e Capone esterni, con Odgaard punta centrale. In mediana potrebbe rivedersi Valdifiori play, affiancato dalle mezze ali Dessena, se recupera, e Maistro. In difesa Bellanova e Masciangelo sulle corsie laterali, mentre la coppia centrale sarà formata da Scognamiglio e uno tra Sorensen (in dubbio) e Guth.
Corsa play out. Il Pescara dovrà fare più punti possibili e sperare che l’Ascoli non continui a stupire, altrimenti i play out sono a rischio. Bisogna ricordare, infatti, che, se tra la quartultima e la quintultima ci sono più di 4 punti di distacco, gli spareggi salvezza non verrebbero disputati e ci sarebbero 4 retrocessioni dirette. I marchigiani negli ultimi tempi hanno messo il turbo, raccogliendo 10 punti in un mese e con tre vittorie di fila. L’ultimo successo degli ascolani a Ferrara contro la Spal ha messo in crisi le concorrenti alla salvezza. Classifica alla mano al Delfino potrebbero bastare 39 punti per i play out, ma molto dipenderà dal Picchio ascolano, «se continuerà a vincere, i play out si potrebbero anche non fare», ha fatto notare qualche giorno fa il presidente Sebastiani. «Bisognerà guardare anche al risultato degli altri e dovremo fare 5 partite alla morte per portare a casa più punti possibili».
Il Delfino si giocherà il futuro dal 27 aprile al 10 maggio: 5 incontri in due settimane contro Entella, Cosenza, Reggiana, Cremonese e Salernitana. L’Ascoli, invece, nelle prossime 4 gare affronterà Empoli (in casa), Reggina (fuori), (Cittadella (in casa) e chiuderà il campionato al Bentegodi di Verona contro il Chievo. Calendario non facile, ma la squadra di Sottil sta dando dimostrazione di poter battere chiunque. Il Delfino, intanto, deve pensare a conquistare i tre punti nella sfida di martedì (ore 14) contro l’Entella.
Entella bestia nera. I liguri sono ultimi in classifica, hanno appena cambiato allenatore (Volpe ha preso il posto di Vivarini) e all’Adriatico si giocheranno le ultime residue speranze salvezza. Una gara trappola, dunque, anche per i precedenti non fortunati per il Pescara, che non vince contro l’Entella da quasi sei anni. L’ultimo successo, infatti, è datato 12 dicembtre 2015 (2-0). Poi solo pareggi e, negli ultimi due precedenti, due sonore sconfitte.
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