CR7: «Testa alta e lavoro» Ibra-Milan, sarà divorzio

Il portoghese scuote la Juventus, lo svedese lascerà i rossoneri ad agosto
MILANO. Quattro gol in una sola partita, in campionato, la Juventus non li incassava dall’ottobre 2013, poker della Fiorentina al Franchi dopo il doppio vantaggio di Tevez e Pogba, con tripletta di Pepito Rossi e chiusura di Joaquin. In assoluto non li subiva dalla finale di Champions, 3 giugno 2017 a Cardiff, rimonta e trionfo del Real Madrid dopo l’illusione creata da Mandzukic. Un black-out, nel secondo tempo nella città gallese, che è stato oggetto di mille ricostruzioni, spesso molto fantasiose, e sempre smentite dalla Juventus. Ma quella sera non c’era più tempo per rimediare. In campionato sì, e la Juventus resta saldamente al comando, a +7 sulla Lazio, anche se le difficoltà e le stranezze del campionato estivo non lasciano del tutto tranquilli neppure i bianconeri. Alla scoppola di sette anni fa a Firenze la Juventus, guidata da Conte, aveva reagito con 12 vittorie consecutive in campionato, involandosi verso lo scudetto del 102 punti. È quello che si augura Sarri, infuriato dai colpi da ko del Milan. Una vittoria gli avrebbe fatto pregustare con anticipo uno scudetto che invece è ancora tutto da conquistare. Il +7 sulla Lazio impone alla Juve di non sbagliare le prossime due partite, sabato in casa con l’Atalanta e il 15 luglio a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, per non perdere il buon vantaggio in vista del confronto diretto con la Lazio del 20 luglio all'Allianz Stadium. Ronaldo scuote la squadra: «Testa alta e lavorare», il messaggio del fuoriclasse portoghese.
Fra le tante incertezze nel futuro del Milan, si può fare una previsione realistica: subentrare a Pioli non sarà una passeggiata. Il successo con la Juventus ha portato a Milanello un entusiasmo che non si viveva dai tempi di Rino Gattuso, a sua volta rimpianto all’inizio di questa stagione. L’unico pensiero che fa sparire qualche sorriso all’indomani della vittoria dal sapore di impresa è che fra un mese l’allenatore protagonista della rinascita verrà sostituito e che Ibrahimovic, leader indiscusso della squadra, con ogni probabilità non farà parte del progetto. Ancora non è tutto definito con il Milan, assicura dall’Austria Ralf Rangnick. Per gli annunci si attende la fine della stagione (anche per gli addii, probabile quello di Maldini). «Se fossi stato qua dall’inizio avremmo vinto lo scudetto», ha detto con la sua solita spavalderia Ibrahimovic, esaltato da questi sei mesi rossoneri, se non fosse per il fatto che nessuno lo ha chiamato per parlare di futuro. «C’è ancora un mese per divertirmi, ci sono cose che stanno succedendo qua su cui non abbiamo controllo», ha notato lo svedese, 5 gol in campionato, 3 in altrettanti big match. «Può essere stata l’ultima volta che i tifosi mi hanno visto dal vivo». Il riferimento è probabilmente alle dieci partite fra campionato e coppa Italia giocate prima dell’emergenza coronavirus, ed è da capire se l'alternativa è giocare con la sua squadra in Svezia, l’Hammarby, o ritirarsi.
Angelo Caradonna

