Cragno valore aggiunto nella rincorsa Virtus

3 Marzo 2016

A Como ancora protagonista il giovane portiere con alcuni interventi Sabato al Biondi con il Brescia sarà il grande l’ex: «Quanti bei ricordi»

LANCIANO. Tra quelli che hanno messo le mani sul buon momento della Virtus Lanciano c'è sicuramente Alessio Cragno: non solo metaforicamente, ma soprattutto perché fa il portiere. Da quando è arrivato in prestito dal Cagliari, spesso e volentieri ci ha messo la manata decisiva proprio lui, che sabato contro il Brescia sarà l'ex di turno. Infatti è con le rondinelle che Cragno ha esordito tra i professionisti nel settembre del 2012, poco più che diciottenne. Il club lombardo lo aveva scovato nel 2009 in una squadra dilettantistica in provincia di Firenze, dove è nato nel 1994; ha debuttato in prima squadra subito dopo la partenza di Nicola Leali, estremo difensore dei frentani nel primo anno di serie B, pure venuto fuori dal vivaio bresciano. Quello di Cragno è stato un pallino della Virtus fin dall'estate. Ma ad agosto, nonostante l'accordo col giocatore e il suo procuratore, il Cagliari ha deciso di non farlo partire. I rossoneri sono tornati alla carica a gennaio, e stavolta il pressing a tutto campo ha sortito i suoi effetti, riuscendo a portare in Abruzzo il portiere dell'under 21. Con gli azzurrini di Di Biagio finora Cragno ha giocato 7 partite, e si prepara a difendere la porta della nazionale ai prossimi Europei di categoria. Con lui la Virtus sta continuando quella tradizione inaugurata quattro anni fa, che ha visto la società arruolare quasi sempre le migliori promesse italiane in questo ruolo dimostrando quanto sia valsa la pena insistere per portarlo a Lanciano, e anche martedì al Sinigaglia ha dato il suo apporto decisivo per conquistare «un punto assolutamente guadagnato e che non era affatto scontato. Il Como in casa sua ha un vero e proprio fortino», sottolinea l'estremo difensore, «dove hanno fatto fatica tutti a fare risultato. Noi siamo andati con la consapevolezza che per entrambi la partita rappresentava un momento importante: ci siamo difesi abbastanza bene e abbiamo avuto le nostre occasioni, anche se dobbiamo essere più concreti. Ora», continua Cragno, «guardiamo avanti e continuiamo su questa strada che è quella giusta». All'orizzonte c'è appunto la squadra che gli ha permesso di iniziare la trafila in azzurro, facendogli guadagnare le prime convocazioni nelle nazionali dall'Under 17 in su: con le varie selezioni giovanili di partite ne ha giocate oltre quaranta. Sempre il Brescia l'ha poi lanciato in serie B: 2 presenze tra i cadetti nel 2012-2013 e 30 l'anno successivo. Poi c'è stato il passaggio al Cagliari in A, che gli ha fatto collezionare 14 presenze nella massima serie, ma che quest'anno gli ha preferito Marco Storari, ex dodicesimo di Luigi Buffon. «I ricordi con le rondinelle? Ci sono cresciuto, ho fatto le giovanili e poi l'esordio in B», dice Cragno della sua ex squadra, «se ci penso sembra passata una vita da quando giocavo in una piccola società di dilettanti del Fiorentino! Ma so bene che sono solo all'inizio, e che ho tanto da imparare e tanto altro da fare. Il Brescia è una squadra tipo la nostra», continua il portiere rossonero, «con tanti giovani e con una buona dose di uomini esperti che danno quel tocco necessario per affrontare il campionato di B».

Cragno è a Lanciano da un mese, quanto basta per tracciare un primo bilancio. «Sono felice di essere arrivato qui, in un gruppo molto unito: questo aspetto è fondamentale», spiega l'estremo difensore, «passiamo molto tempo insieme anche fuori dal campo, e questo ci porta a sostenerci sempre anche quando le cose non vanno per il verso giusto: per raggiungere il nostro obiettivo tutto questo è importante, e sono convinto che insieme ce la faremo».

Andrea Rapino

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