Croazia in imbarazzo per la svastica

14 Giugno 2015

Suker: «Un crimine». La federcalcio biancorossa: «Saremo puniti di certo»

I dirigenti della federazione croata si erano accorti poco prima dell’inizio della partita della svastica disegnata sull’erba del terreno di gioco dello stadio Poljud di Spalato, e adesso temono il pugno di ferro dell’Uefa. È quanto emerge dalla ricostruzione fatta dalla stampa locale il giorno dopo che il presidente della Federcalcio croata, Davor Suker, ha definito quel gesto «un crimine contro il nostro popolo». I dirigenti pensavano di farla franca, ma la svastica è stata inquadrata dalle telecamere Rai ed è scoppiato il caso.

Il blitz è avvenuto tra la notte di giovedì e venerdì. Un disegno da dieci metri per dieci. Ma i rilievi della polizia hanno anche evidenziato il tentativo di fare un’altra svastica a centrocampo. Anche lì, infatti, c’era erba bruciata. Chiaramente, si tratta di un “regalino” della Torcida dell’Hajduk, la tifoseria calda di Spalato di ispirazione ultranazionalistica, di estrema destra.

Ma perché il gesto della svastica? Al di là della matrice politica, il (vero) motivo va ricercato nel braccio di ferro contro la federazione, dove il dominus è il patron della Dinamo Zagabria, Zdravko Mamic. Che, tra l’altro, ha un figlio che fa il procuratore. E a Spalato – e non solo – sono convinti che la strada “migliore” per arrivare alla maglia della nazionale sia quella di affidare la procura al figlio di Mamic, Mario. Ovviamente, la rivalità tra Hajduk Spalato e Dinamo Zagabria è forte. E radicata negli anni, a livello calcistico e non. «Saremo puniti severamente, non ci sono dubbi», a parlare è il presidente esecutivo della Federcalcio croata, Damir Vrbanovic. «È un’operazione calcolata, ora lo Stato di deve aiutare poiché abbiamo preso uno schiaffo dagli hooligan, non solo il calcio ma tutto il Paese». Martedì 16 il verdetto dell’Uefa. (r.c.)

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