Croce, debuttante a 31 anni Iacobucci, la grande chance

Sono cinque i calciatori della regione più Eusebio Di Francesco in panchina Dall’eterno De Sanctis fino a Capuano, passando per l’affidabile Del Grosso
PESCARA. Non è più, da tempo, la serie A dei campioni del mondo Massimo Oddo e Fabio Grosso. Ma nella stagione appena iniziata, l'Abruzzo è ugualmente ben rappresentato. Sono cinque i giocatori portacolori regionali che vi militano: i portieri Morgan De Sanctis e Alessandro Iacobucci, i difensori Marco Capuano e Cristiano Del Grosso e il centrocampista Daniele Croce. E in panchina c’è il pescarese Eusebio Di Francesco alla guida del Sassuolo.
L’eterno De Sanctis. Il più esperto del gruppo è il 37enne portiere della Roma Morgan De Sanctis, alla 20ª stagione da professionista. Nel suo palmares figurano tanti allori in nazionale come la medaglia d'oro conquistata agli europei under 21 di Slovacchia 2000, l'argento ottenuto con l'Italia maggiore agli europei di Polonia e Ucraina del 2012 e il 2° posto agli Europei under 19 di Grecia 1995. Nato a Guardiagrele il 26 marzo 1977, De Sanctis balzò subito agli onori quando da sbarbatello parò un rigore a Vieri in un Pescara-Venezia giocato al Valle Anzuca di Francavilla. Era il 16 ottobre 1994 e lui, all'esordio da titolare in serie B dopo i pochi minuti giocati la settimana prima a Piacenza, nemmeno pensava che l'allora tecnico Giorgio Rumignani lo potesse preferire ai pur bravi Cusin e Spagnulo. A 20 anni, sotto la protezione del suo preparatore di fiducia Gino Di Censo, il salto alla Juventus a fare d'anticamera a due colossi come Peruzzi e Rampulla con piena gioia per le casse biancazzurre che incassarono un miliardo e mezzo delle vecchie lire. Quindi otto stagioni all'Udinese, dove diventa il titolare e assaggia il sapore della Champions League. Nel luglio del 2007 chiede d'ufficio alla Fifa la rescissione del contratto avvalendosi della norma secondo la quale un calciatore che ha superato i 29 anni può interrompere un rapporto pagando un basso indennizzo. Fa esperienza all'estero, un anno al Siviglia in Spagna e poi al Galatasaray, in Turchia. Il rientro in Italia, al Napoli, dove si guadagna la convocazione in maglia azzurra e mantiene inviolata la porta nelle gare casalinghe per 799 minuti, battendo il record precedentemente detenuto dal “giaguaro” Castellini. Nella stagione 2010-11 è l'unico calciatore di serie A sempre presente in campo senza mai essere sostituito mentre l'anno dopo vince la Coppa Italia. Nel luglio del 2013 il passaggio alla Roma con cui contribuisce a battere il record delle 9 vittorie consecutive a inizio stagione subendo appena una rete. La sua recente elezione nel consiglio federale fa pensare ad un possibile futuro da dirigente.
Iacobucci il debuttante. Gioca tra i pali anche il 23enne Alessandro Iacobucci, estremo difensore del Parma, che parte come alternativa al titolare Mirante. Cresciuto nel florido vivaio della Rc Angolana, il portiere nato a Pescara il 3 giugno 1991 vanta già una discreta esperienza in cadetteria con Mantova, Spezia e Latina ma pure in Lega Pro con il Sudtirol. La scorsa stagione lo ha visto protagonista con il Latina fino alla finale play off, persa con il Cesena, che gli ha negato solo momentaneamente il meritato salto di categoria. Ora finalmente la grande occasione da cogliere al volo non appena ne avrà la possibilità. Per lui anche 3 presenze in partite amichevoli con la maglia della B Italia.
Del Grosso, la garanzia. E' di Giulianova il terzino sinistro dell'Atalanta classe 1983 Cristiano Del Grosso. Pupillo del tecnico Stefano Colantuono che lo ha richiesto espressamente nel mercato invernale del 2013, Del Grosso, pur non essendo sempre titolare, è considerato un jolly del reparto arretrato nerazzurro, tanto da non deludere mai le attese nelle circostanze in cui è chiamato in causa. Nella sua carriera spicca anche il feeling avuto con l'allenatore giuliese Marco Giampaolo che dal 2005 lo ha sempre avuto con sè, ad Ascoli, Cagliari e Siena.
Capuano torna con Zeman. L'ultimo a spiccare il volo in serie A è stato Marco Capuano. Il difensore pescarese ha ricevuto la chiamata dal suo mentore Zdenek Zeman, per chiudere la retroguardia del Cagliari. Nessun mistero perché proprio il tecnico di Praga ha valorizzato 3 anni fa il centrale classe 1991 reduce da una breve e poco fortunata esperienza nel settore giovanile del Torino. In biancazzurro si toglie la soddisfazione di vincere a ritmo di record il campionato di serie B e la stagione seguente è uno dei pochi a non sfigurare nel grande palcoscenico della massima categoria. Al suo attivo ci sono pure 18 presenze in nazionale under 21 che gli sono valse un bronzo al torneo di Tolone 2011 e un argento agli europei in Israele del 2013.
Croce in A a 32 anni. Ha coronato il sogno di esordire in serie A a quasi 32 anni. Daniele Croce, nato a Giulianova ma residente a Roseto, è il classico centrocampista che si fa ben volere da tutti per abnegazione e spirito di sacrificio. In particolare dal tecnico Maurizio Sarri che, dopo averlo conosciuto a Pescara, se l'è portato dietro nell'Arezzo, Alessandria, Sorrento ed Empoli e ora può godersi le plateee più ambite. All'inizio di carriera sembrava un predestinato, quando nella Primavera del Pescara arrivò a un passo dallo scudetto perdendo a Jesi la finale con la Lazio. Ma ora, dopo alterne fortune, sembra arrivata davvero la svolta.
Marco Ratta
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