Croce, doppio ex: «Pescara attento alla Cremonese»

19 Novembre 2019

Il rosetano: «Sarà una partita dura, ma la squadra di Zauri ha più qualità»

PESCARA . Dieci giorni fa ha seguito dal vivo l’impresa del Pescara ad Empoli (dove ha giocato 5 anni) e venerdì sera vedrà in televisione lo scontro tra i biancazzurri e la Cremonese, squadra con cui l’estate scorsa ha concluso la carriera da calciatore. L’ex centrocampista Daniele Croce, rosetano doc, oltre 250 gare in B, 100 in A e 180 in C, è rimasto a vivere ad Empoli con la famiglia. Dopo aver preso il patentino Uefa B ha in mente di iniziare una nuova vita da allenatore. Chissà se in futuro si incroceranno di nuovo le strade del 37enne cresciuto nelle giovanili del Delfino e del suo mentore Maurizio Sarri, il tecnico della Juventus che lo ha voluto con sé in tanti club.
Croce, che idea si è fatto sul Pescara?
«Al Castellani mi ha impressionato. Ha tanta qualità e un credo calcistico ben preciso. Dopo gli alti e bassi di inizio stagione, mi sembra che abbia trovato la propria identità. Zauri sta facendo un ottimo lavoro. È vero, l’Empoli sta vivendo una fase delicata, però non era facile vincere su quel campo».
Il Delfino potrà lottare per la A?
«Ci sono rose più attrezzate. La favorita è il Benevento, seguito da Crotone, Chievo ed Empoli. Poi ci sono tante altre che possono inserirsi e tra loro c’è il Pescara. Alla fine del mercato invernale sapremo se potrà giocarsi le sue chance».
In quali ruoli bisognerebbe intervenire?
«La società saprà cosa fare. Un attaccante? Non so, il Pescara segna molto anche giocando con Borrelli, un giovanissimo alla prima esperienza in B. Ad Empoli mi è piaciuto, ha fatto la “guerra” con i difensori avversari aprendo gli spazi ai compagni. Non c’è la necessità di stravolgere l’organico, ma con due o tre innesti si potrebbe alzare l’asticella».
C’è qualche biancazzurro che l’ha impressionata?
«Memushaj e Machìn. Il primo è una garanzia in B, invece Machìn si sta consacrando dopo annate discontinue. Ha tecnica, forza e visione di gioco, per me è da serie A. Non so perché non abbia trovato spazio a Parma. Nella squadra emiliana sono rimasti alcuni calciatori meno forti di lui. Forse ha qualche difetto che ignoro».
Venerdì all’Adriatico arriverà la Cremonese, club in cui ha militato nelle ultime 2 stagioni prima del ritiro. Che gara si aspetta?
«Durissima per entrambe. Il Pescara ha trame di gioco molto interessanti, i grigiorossi hanno individualità di spicco e una struttura fisica invidiabile. Finora non hanno espresso un calcio spettacolare, però concedono poco. Forse le difese potrebbero avere il sopravvento sugli attaccanti».
Di recente la Cremonese ha investito tanto senza ottenere grandi risultati. Perché?
«Non saprei. L’anno scorso dovevamo entrare nei play off e abbiamo fallito l’obiettivo per un soffio. Quest’anno l’organico è stato ulteriormente potenziato per tentare l’assalto diretto alla A, ma finora non è scattata la scintilla dell’entusiasmo per fare il salto di qualità. Da poco c’è Baroni in panchina, avrà bisogno di un po’ di tempo per invertire la rotta».
Nella sua carriera è stato allenato da Sarri e Conte. Differenze tra i due?
«Sarri è un po’ più attento all’aspetto tattico e alla cura dei piccoli dettagli, Conte è il top a livello motivazionale. Comunque parliamo di due fuoriclasse della panchina».
Nel 2005 l’incontro con Sarri a Pescara, l’anno dopo ad Arezzo e in seguito è diventato un suo fedelissimo seguendolo ad Alessandria, Sorrento ed Empoli. A breve sarà in panchina accanto al tecnico della Juve?
«Vedremo. Sto muovendo i primi passi e spero di imparare in fretta».
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.