Croce: Pescara, mi dispiace ma l’Empoli deve vincere

5 Aprile 2017

Il centrocampista di Roseto: «All’inizio speravo nella salvezza di entrambe, purtroppo questa possibilità non esiste più. Vogliamo uscire dalla crisi»

PESCARA. Il calendario gli offre la possibilità di dare il colpo di grazia alla squadra che lo ha lanciato. Un destino beffardo che lo metterà inevitabilmente in imbarazzo, perché Daniele Croce aveva sperato nella salvezza di entrambe. Il centrocampista di Roseto in forza all’Empoli prepara la trappola per il Pescara, il club dove ha mosso i primi passi da calciatore collezionando in totale 107 presenze. Da quasi cinque anni è un punto fermo dell’Empoli e nella sua carriera ha sempre dato grandi dispiaceri ai biancazzurri: in 7 partite, 6 vittorie di Croce e un pareggio.

Croce, i tifosi pescaresi hanno detto: “Basta. È ora che lasci i tre punti al Delfino”.

«Al di là dei precedenti, mi dispiace per questa situazione. Speravo nella salvezza di entrambe, purtroppo questa possibilità non esiste più. Quella con il Pescara è sempre una gara speciale per me».

Un punto in 9 gare e 7 sconfitte di fila. Cosa vi succede?

«È un periodo negativo. Abbiamo avuto un calendario difficile (Inter, Lazio, Juventus, Napoli e Roma, ndr), ma è pur vero che potevamo fare qualcosa in più nei match con Genoa e Chievo. Negli ultimi due anni la squadra ha fatto grandi cose e non è facile ripetersi a questi livelli».

Nonostante tutto conservate 5 punti di vantaggio sulla terz’ultima.

«Sì, siamo noi a tenere in vita Crotone, Palermo e Pescara. in ogni caso, restiamo in linea con gli obiettivi visto che il quart’ultimo posto garantisce la permanenza in serie A».

Sabato avete la chance di condannare il Pescara alla B. Si accontenterebbe di un pareggio?

«No, nn fa parte della nostra mentalità. Proviamo sempre a giocarcela con tutti e sarà così anche con il Pescara».

Si aspettava i biancazzurri in fondo alla classifica?

«No. Al contrario, dopo le prime partite credevo che potesse essere la rivelazione del campionato».

Allora perché c’è stato il tracollo?

«Le buone prestazioni non hanno portato punti. Quando una stagione nasce male è difficile invertire la rotta. È mancato l’erede di Lapadula? In realtà Bahebeck è molto bravo, però ha giocato poco. Poi c’è Caprari che è pericolosissimo. A livello numerico serviva un’altra punta, però al Pescara è girato tutto storto».

A gennaio proprio dall’Empoli è arrivato Gilardino.

«Alberto è un professionista serio, oltre che un bravissimo ragazzo. Non era adatto al nostro gioco, invece a Pescara avrebbe potuto fare grandi cose se non si fosse fatto male».

Da Oddo a Zeman. Scelta giusta?

«Sì, anche perché era uno dei pochi in grado di dare una sterzata, anche se gli serve tempo per far vedere il suo calcio.

A ottobre 2014 il boemo, alla guida del Cagliari, vinse 4-0 ad Empoli. Si ricorda quel match?

«Purtroppo sì, fu l’unica gara che sbagliammo in tutta la stagione. Si sa che con Zeman puoi vincere o perdere con risultati simili. Spero che sabato toccherà a noi festeggiare anche se il Pescara verrà a giocarsi la partita della vita». (g.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA