D’Angelo pronto a stupire: Pisa, la grande occasione

7 Luglio 2018

Il tecnico pescarese reduce dalla stagione alla Casertana si racconta al Centro «La presunta combine Bari-Castel di Sangro del 1987? Aspetto le scuse di Giletti»

PESCARA. La grande occasione di Luca D’Angelo si chiama Pisa, una piazza prestigiosa in serie C. Che ripartirà con l’ambizione di risalire in B. Un compito affidato al 46enne tecnico pescarese reduce dalla buona esperienza a Caserta (serie C). Mercoledì partirà la nuova stagione e il 14 luglio è in programma la prima amichevole, in Trentino, contro il Napoli di Ancelotti. «Sono contento, è una bella opportunità in una piazza a cui la C sta ovviamente stretta», ha detto Luca D’Angelo nella diretta Facebook nella redazione del Centro.
Obiettivo promozione? «A Pisa gli obiettivi non possono che essere ambiziosi, almeno in C. Ci proveremo, ben sapendo che la concorrenza sarà agguerrita. La società mi ha chiesto un campionato da protagonista, ma la piazza è, chiaramente, esigente. La tifoseria è numerosa e passionale, speriamo di farla divertire».
E’ arrivato l’attaccante Davide Moscardelli dall’Arezzo. «Ha 38 anni, ma lo conosco bene perché ha giocato con me a Rimini e so che ha lo spirito di un ragazzino. In serie C è importante la qualità dei giocatori, ma deve essere abbinata alla voglia e alle doti fisiche. Bisogna correre, tanto».
Mercato in fibrillazione? «Abbiamo un parco giocatori ricco, il ds Gemmi (ex centrocampista del Chieti, ndr) sta lavorando, perché c’è voglia di cambiare».
Come preferisce giocare? «Dipende molto dal materiale tecnico a disposizione e, di conseguenza, da come finirà il mercato. Di solito propendo per tre centrocampi e due punte. Poi, difesa a tre o a quattro, si vedrà».
Un pescarese mai profeta in patria. «Da calciatore sono andato vicino in un’occasione a vestire la maglia biancazzurra, ma non se n’è fatto niente. Da allenatore no, mai».
Il Pescara visto da un tecnico impegnato altrove? «La sensazione è che sia stata una stagione caratterizzata dai litigi tra Zeman e il presidente Sebastiani che hanno pesato anche sul rendimento della squadra».
Lei è stato calciatore del Castel di Sangro e nei mesi scorsi si è parlato a La7 della presunta combine Bari-Castel di Sangro del 1987, l’ultima del campionato di serie B che ha consegnato la promozione ai pugliesi. «Facevo parte del gruppo di giocatori che firmò la querela contro lo scrittore McGinnis, il primo ad aleggiare certi sospetti. Ovviamente infondati. E nel gruppo c’era Albieri che poi in televisione da Giletti ha detto delle cose che non stanno nè in cielo nè in terra. Diciamo che Albieri è molto sensibile alle telecamere e comunque», conclude D’Angelo, «sto ancora aspettando le scuse di Giletti...».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA