D’Arcangeli: con Sherrod tenteremo di fare miracoli

L’allenatore presenta la nuova stagione, con allenamenti divisi tra Roma e Roseto «Dovremo essere all’altezza dei grandi nomi che sono passati al PalaMaggetti»
ROSETO. Di ritorno da Montecatini, dove ha vinto lo scudetto Under 18 Eccellenza (sono ben otto gli scudettini dei romani negli ultimi quattro anni), il coach della Stella Azzurra Germano D’Arcangeli può finalmente iniziare a parlare da allenatore del Roseto Sharks.
Coach, sulla maglietta, oltre a una stellina, avrà anche uno squalo. Che effetto fa?
«Una sensazione bellissima, ma anche una grande responsabilità: dovremo essere all’altezza dei grandi nomi che sono passati al PalaMaggetti; per questo, sarò a breve a Roseto per il settore giovanile».
Questo partenariato si svolgerà con la prima squadra che starà fino al giovedì a Roma, per poi trasferirsi a Roseto: ci spiega questa scelta?
«Anzitutto, non accade per colpa mia: non avrei problemi a stare a Roseto, anche perché la Stella Azzurra ha uno staff solido che non ha bisogno della mia presenza giornaliera. L’esigenza nasce invece per gli under, che vanno a scuola, anche per mantenere i loro permessi di soggiorno, sono spesso all’ultimo anno e hanno scelto indirizzi particolari di studio. Ci sono poi motivi regolamentari: per la loro formazione devono giocare nei campionati giovanili, e quelli del Lazio sono a oggi più performanti di quelli abruzzesi. Infine, c’è un discorso economico: come Stella contribuiamo economicamente al progetto e, considerando che non potremo mostrare i nostri gioielli la domenica, almeno li avremo a disposizione degli sponsor negli altri giorni della settimana».
Che cosa vuol dire ai tifosi rosetani che mugugnano?
«Che questa è la squadra di Roseto che lavorerà in alcuni giorni a Roma, un po’ come succede a tanti di loro che vanno a lavorare fuori per tornare in città nei fine settimana. Cercheremo di fare il possibile per venire incontro alle loro esigenze, abbiamo tante idee in proposito: potremmo portarli a vedere qualche allenamento, fare le dirette streaming. Ai tifosi dico che dovremo tutti sacrificarci un po’, anche i giocatori, che dovranno vivere una stagione praticamente in trasferta».
I nomi degli under sono già definiti?
«Alibegovic, Nikolic, Bayehe, Pené ed Eboua sono i nostri ragazzi che si sono costruiti un profilo di performance adeguato alla serie A2».
E poi ci sarà Brendon Sherrod, un ritorno che farà sicuramente piacere ai tifosi.
«La società ha fatto un grande sforzo per riportare un giocatore che risponde a tre criteri: mette a disposizione della squadra il suo atletismo, è estremamente intelligente, e poi è un tipo positivo, che aiuterà i ragazzi a crescere bene. Insomma, è uno che bada al sodo e parla poco. Al massimo canta, e lo fa pure bene».
Prossimi obiettivi di mercato?
«La nostra strategia è obbligata: dobbiamo trovare gli italiani più adatti, tra quelli in grado di farci competere secondo i nostri parametri economici, la loro allenabilità e la loro capacità di trasmettere entusiasmo alla piazza».
Un puzzle che sembra complicato.
«Vogliamo provare a fare un miracolo che possa accontentare tutti».
Marco Rapone
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