D’Arcangeli: «Ora possiamo dire che siamo vivi»

Il coach soddisfatto per l’energia mostrata dai suoi. Mazzon: «Abbiamo giocato senza umiltà»
ROSETO. In sala stampa coach D’Arcangeli raccontava la gara vissuta dalla sua panchina: «Abbiamo affrontato Ravenna mettendo grande energia in ogni giocata, cercando di aggredirli il più possibile. La chiave è stata la difesa sul pick and roll di Smith, che ci ha aiutato a prendere subito un bel vantaggio. Qualche recriminazione c’è, soprattutto quando ci scolleghiamo rispetto al piano gara, ma stasera posso dire di essere soddisfatto, saliamo a 6 punti e diciamo a tutti che siamo vivi». Tutto il gruppo ha girato bene e ha saputo incanalare la rabbia delle ultime sconfitte. «Durante la settimana», continua il coach bianzazzurro, «in ogni allenamento eravamo convinti di poter giocare fino alla fine il match con questa aggressività. Vediamo tutti che quando la squadra deflagra, produce una pallacanestro brillante sia in attacco che in difesa, come abbiamo fatto contro Ravenna; andiamo più in sofferenza in trasferta, quando qualche fischio ci condiziona, pagando caro certe ingenuità nei finali di gara». Secondo D’Arcangeli bisogna aver pazienza per arrivare ad evitare queste rimonte: «E’ un percorso che dobbiamo fare tutti insieme: il parziale negativo di questa partita lo abbiamo affrontato progressivamente in maniera diversa. Ci manca esperienza, ed arriviamo da sentimenti di inadeguatezza per gli errori delle ultime partite perse, ma ci lavoriamo sopra, giochiamo, acquisiamo esperienza ed impariamo. Forse tra tre mesi avremo lo stesso problema, ma lo sapremo gestire meglio, giocando con più tranquillità sotto pressione, senza pensare troppo al punteggio sul tabellone». Questi miglioramenti potrebbero far guardare al futuro con più tranquillità: «Io sono ottimista, e non dobbiamo piangerci addosso. Questo è quello che abbiamo: il nostro obiettivo è la salvezza, e giocando così possiamo farcela». Coach Mazzon non nasconde la delusione: «Roseto ha talento, ci ha dato subito un paio di ceffoni e noi non ce ne siamo nemmeno resi conto, perdendo tutti i duelli individuali. Certo, siamo stati bravi a rientrare nel finale, ma tirare 34 volte da tre è stato ridicolo e vergognoso. Il resto della mia analisi la farò coi miei giocatori chiusi nel nostro spogliatoio, perché non è ammissibile affrontare con questa mancanza di umiltà una squadra che secondo me ha meno punti di quanto meriterebbe, e che soprattutto quando gioca in casa propria è tra le più pericolose». (m.r.)
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