D’Arcangeli: «Qualcosa non ha funzionato»

12 Novembre 2018

Il coach preferisce glissare sull’arbitraggio, molto contestato dal pubblico: «Tutti abbiamo visto»

ROSETO. In sala stampa coach D’Arcangeli racconta la gara vista dalla sua panchina: «Abbiamo perso contro una squadra molto forte; peccato perché avevamo preparato un paio di situazioni in campo che sono andate non come previsto: parlo della mancata capacità a muovere la palla in attacco, soprattutto nei primi due quarti di gioco e poi del mancato coinvolgimento del nostro lato debole per evitare, come poi è successo, che il loro pivot Simmons rimanesse a centro difesa sui nostri pick and roll». Anche la difesa degli Sharks non è stata irresistibile: «Troppo teneri su alcune situazioni che volevamo leggere in modo diverso», concorda il coach, confermando che la mossa di raddoppiare su Amoroso spalle a canestro è stata usata solo per metà gara: «Una lettura che stava pagando su di lui, lasciando però a Simmons troppo spazio. Per questo abbiamo poi pensato che non ne valesse più la pena, adeguandoci in modo diverso». Simmons, intanto, in quei primi 20 minuti aveva imperversato: «Colpa anche del nostro attacco poco incisivo», concorda D’Arcangeli, «non siamo riusciti a toglierlo dall’area giocando il secondo pick e roll».
Eppure dopo l’intervallo Roseto era stata brava a riagganciare: «Siamo arrivati fino all’ultima curva, poi un paio di scelte difensive e un paio di passaggi a vuoto in attacco ci hanno condannato». Il coach non si esprime invece sulla evidente differenza nei falli fischiati: «Tutti abbiamo visto la partita e possiamo farci un’idea», dice, mentre legge così la gara giocata da Bushati e Pierich: «Senza Nikolic, volevo da subito la loro esperienza. Purtroppo all’inizio, anche per la bravura dei nostri avversari, le cose non sono andate bene, anche se poi sono stati bravi a rientrare in partita e fare la loro parte».
Sullo Sherrod peggiore mai visto, infine, il coach pensa positivo: «Per le statistiche la sua prestazione è stata deficitaria, ma preferisco lo Sherrod di oggi a quello di tante altre gare più brillanti. È stato bravo a non uscire dal match quando l’avversario diretto imperversava; faremo insieme il mea culpa, ma voglio che sappia che sono orgoglioso di lui, perché ha preso tanti contatti, giocando una gara di notevole sacrificio come non aveva mai fatto. Oggi lui ha imparato una cosa nuova: Simmons è stato più bravo, ma io mi tengo stretto questo Brandon che gioca 33 minuti di grande tenacia, sicuro che nella prossima gara, con la stessa grinta, farà di certo meglio».
Marco Rapone
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