D’Aversa, festa a metà: la Virtus meritava di più

L’allenatore rossonero: «Centrato l’obiettivo salvezza, ma se penso a tutti gli episodi che ci hanno penalizzato un po’ di rammarico c’è»
CARPI. Il Lanciano ha lasciato Carpi con la salvezza matematica in tasca. Ovviamente soddisfatto mister Roberto D’Aversa che può così festeggiare dopo una lunga e sofferta stagione: «Finalmente abbiamo chiuso un cerchio e mantenuto la categoria portando a termine quello che era il nostro primo obiettivo. Dispiace, però, perché questi ragazzi avrebbero meritato molto di più per l’impegno che da luglio ad oggi hanno messo sui campi da gioco e da allenamento. Non credo alla sfortuna, ma non posso non sottolineare tutte le vicende sfortunate che ci sono capitate in questa stagione. Parlo per esempio degli infortuni e parlo pure, senza polemiche, di alcune situazioni che ci hanno penalizzato. Così a memoria mi tornano alla mente i due gol non convalidati nonostante il pallone avesse varcato la linea di porta, oppure le tre autoreti che indubbiamente hanno inciso sul nostro cammino».
Poi il giovane allenatore rende merito alla propria squadra: «Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi che, nonostante queste difficoltà, sono comunque riusciti ad ottenere la salvezza. Ripeto anche che avrebbero meritato di più anche se è inutile stare qui a rammaricarsi troppo. Molto meglio pensare che quello coronato oggi è comunque un percorso di crescita importante per tutti noi».
Si analizza dunque la partita che il Lanciano ha interpretato bene e che meritatamente ha pareggiato contro la capolista. Soprattutto nel secondo tempo quando i rossoneri sono riusciti a togliere ogni spazio al Carpi: «Dal alcune settimane a questa parte ho chiesto alla squadra di accantonare il bel gioco e di badare al sodo. Nella prima parte del campionato eravamo riusciti ad ottenere 30 punti proponendo anche un buon calcio, nel girone di ritorno invece non è andata così. Per questo bisognava essere pratici, soprattutto qui al Cabassi. Credevo che i biancorossi sarebbero partiti forte ed invece nella prima parte di gara è stato proprio il Lanciano a rendersi pericolo concludendo verso la porta di Gabriel in un paio di circostanze. Poi abbiamo un po’ sofferto anche se credo che il risultato finale sia giusto. Insomma quella di oggi è stata la classica partita di fine stagione tra una formazione che ormai non aveva più nulla da chiedere, il Carpi, e una che invece doveva chiudere i conti, noi».
Spazio anche ad una piccola curiosità: D’Aversa da giocatore e da allenatore non ha mai perso contro il Carpi. «Ripensandoci un attimo è vero. Anche se il risultato che più mi interessava era proprio quello di oggi».
Fabrizio Castori, attuale tecnico del Carpi, ha scritto alcune tra le pagine più belle della sua carriera di allenatore proprio alla guida del Lanciano: quattro stagioni, due promozioni, uno spareggio per la serie B, uno scudetto Dilettanti. Abbastanza per rimanere nel cuore dei tifosi rossoneri, che in curva l’hanno salutato con lo striscione “Lancianesi castorizzati”: «Il termine castorizzato nasce proprio a Lanciano ed era stato coniato per sintetizzare l’identità di una squadra che battagliava sempre e non si arrendeva mai. In quel periodo abbiamo tenuto una media punti altissima e giocato anche i play off per la B. Ovvio che non sono passato inosservato da quelle parti. Tra l’altro la squadra di allora era capitanata da Luca Leone, che ora è direttore sportivo».
Due parole devono comunque essere spese sul pareggio a reti bianche: «C’è poco da dire. Abbiamo cercato di fare la nostra parte ma l’avversario ha giocato chiuso per prendere il punto che gli serviva».

