D’Aversa: il mio futuro? Niente dubbi, è a Lanciano

Il tecnico: ho altri due anni di contratto, c’è la sindrome dell’allenatore che va via Mammarella: il nostro campionato non è da buttare, eravamo vicini ai play off
LANCIANO. «Non c’è nessun dubbio sul mio futuro»: Roberto D’Aversa è pronto a passare un’altra stagione al timone della Virtus Lanciano. Il tecnico che ha traghettato il club rossonero verso il suo quarto campionato di Serie B, non sembra intenzionato a calcare le orme degli allenatori che lo hanno preceduto nella storia recente del calcio frentano, vale a dire Carmine Gautieri e Marco Baroni che, come lui, hanno occupato la panchina frentana in B.
D’Aversa è stato breve e coinciso sul suo futuro, intervenendo alla trasmissione ufficiale della Virtus che va in onda su Telemax. «Ho altri due anni di contratto», ha detto il tecnico, «purtroppo qui la situazione è particolare per quello che è successo negli anni passati, ma non bisogna avere la sindrome dell’allenatore che vuole andar via a tutti i costi».
D’altronde il rapporto tra società e allenatore fa pensare stavolta alla permanenza dell’ex centrocampista alla guida dell’undici rossonero.
«Il campionato non è concluso e abbiamo ancora due partite», ha inoltre sottolineato D’Aversa, «dobbiamo fare bene perché le partite che si ricordano di più sono quelle all’inizio e alla fine della stagione: i ragazzi non devono meritare giudizi negativi per queste ultime gare», ha continuato, «vogliamo far bene e poi si vedrà: bisogna fare programmi che devono combaciare». Ancora un piccolo sforzo quindi prima di sedersi a tavolino con la società.
Intanto nell’immediato ci sono gli impegni con Spezia e Bologna che concludono la stagione regolare. In vista dell’incontro di sabato, che sarà anche l’ultimo di fronte al pubblico di casa, la Virtus torna ad allenarsi oggi pomeriggio dopo i tre giorni di pausa concessi dopo la conquista della salvezza matematica.
«È un riposo meritato perché anche dall’ultima partita siamo usciti stanchi, non solo fisicamente, ma anche mentalmente, considerato che dal 14 luglio in poi abbiamo viaggiato a ritmi alti», ha affermato l’allenatore, «se dico che non sono soddisfatto è perché penso che meritassimo di più per quello abbiamo fatto sul campo, ma sono soddisfatto per quello che i ragazzi hanno dimostrato di valere: non dimentichiamo che squadre come Brescia o Varese, ma anche altre formazioni ancora immischiate nella lotta per non retrocedere, non avevano neanche programmi di salvezza».
Il capitano Carlo Mammarella assicura il massimo impegno dei frentani in questo scorcio di stagione: «Ci teniamo a chiudere in bellezza davanti ai nostri tifosi e poi nella partita di Bologna, altra candidata ad andare in A, quando avremo anche voglia di metterci in mostra in uno stadio di categoria superiore», afferma il difensore rossonero. «È nostra intenzione chiudere bene il campionato, altrimenti sarebbe un peccato essere ricordati solo per i pareggi e le rimonte. Nella prima parte della stagione abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ma durante il girone di ritorno qualcosa è venuto meno: un po’ per gli infortuni o per le convocazioni in Nazionale, o per il calo fisico di singoli giocatori», ricorda Mammarella, «ma non dimentichiamo che a cinque giornate dalla fine ci giocavamo l’ingresso nei play off, quindi cose positive le abbiamo fatte: adesso vogliamo uscire tra gli applausi».
Il capitano non dovrebbe avere impedimenti per essere in campo sabato, dopo gli ultimi acciacchi patiti soprattutto in occasione della partita con la Ternana: «Si convive con qualche dolorino», rassicura, «e andandoci sopra si possono peggiorare dei piccoli problemi, ma rientra tutto nella norma».
Andrea Rapino
©RIPRODUZIONE RISERVATA

