D’Aversa in A, l’impresa del pescarese testardo

Carisma e personalità: la seconda promozione di fila del tecnico del Parma che si è formato a Lanciano
PESCARA. Ha carisma e personalità Roberto D’Aversa, indispensabili per guidare un gruppo. E una grande forza di carattere, necessaria per perseguire un obiettivo. Un testardo, a costo da apparire poco simpatico. Venerdì sera si è guadagnato il traguardo che si era messo in mente nell’estate del 2013 quando, a Lanciano, ha deciso di appendere le scarpe al chiodo: allenare in serie A.
Prima l’apprendistato da responsabile dell’area tecnica, con la Virtus, poi la panchina rossonera e il doloroso divorzio del gennaio 2016. Fino all’approdo a Parma, nel dicembre successivo, quando prende il posto di Apolloni con la squadra a metà classifica in serie C, reduce dalla promozione dalla D, ma in netto ritardo rispetto ai programmi. Parma è una piazza esigente: D’Aversa sulla panchina gialloblù inizia una rincorsa, duellando con il Venezia, che viene premiata nella finale play off di Firenze contro l’Alessandria di Pillon. Poi, la serie B, storia recente. Una matricola, certo, ma ambiziosa. Una stagione ricca di aspettative. Parma vuole vincere e la pressione è forte su D’Aversa. Obiettivo minimo i play off, ma la piazza vuole la A diretta. Che arriva venerdì sera quando la festa è pronta a Frosinone, ma si consuma al Picco di La Spezia. La settimana prima le parole piene di scaramanzia di D’Aversa in diretta tv indirizzate a Moreno Longo, il tecnico dei ciociari. «Al 100% il Frosinone va dritto in A», dice il 42enne tecnico pescarese, sperando in un qualcosa che nessuno immagina e che invece si materializza in una notte che lui stesso definisce la più bella della vita, dal punto di vista sportivo.
«Sì, sportivamente parlando è la notte più bella della mia vita», ha detto e ripetuto più volte. «Non ci sono parole per esprimere la felicità per quello che abbiamo realizzato. I ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario. Abbiamo concluso la stagione con quello che meritavamo, questa squadra non ha mai mollato, con tutte le difficoltà, tutte le vicissitudini e gli infortuni che abbiamo subito». Il pensiero alla famiglia è immediato: alla moglie Claudia e ai figli Simone, Francesco e Sofia. «Questa gioia è per loro che mi hanno sempre supportato». E poi: «Abbiamo fatto un girone di ritorno straordinario. Abbiamo chiuso con la miglior difesa. Ringrazio la società: in un momento di difficoltà, con un’altra proprietà avrebbero fatto la scelta di mandare via l’allenatore. Ora godiamoci questo risultato importante, non era scontato raggiungerlo e ce lo siamo meritato».
E’ stata festa grande venerdì notte e per tutta la giornata di ieri a Parma che grazie a tre promozioni di fila - impresa mai riuscita in passato - si è ripreso la serie A. Se l’è ripresa anche Roberto D’Aversa che ha trascorso la giornata a rispondere alle telefonate e ai messaggi di felicitazioni arrivati in quantità industriale. Anche da Antonio Conte, il tecnico del Chelsea, e grande amico di famiglia.
Un altro tecnico abruzzese in serie A nella prossima stagione. C’è un contratto con il Parma da onorare e un’avventura che eccita Roberto D’Aversa. Misurarsi con i migliori è l’ambizione di tutti, ancor più per questo figlio di emigranti che si sente pescarese più di quanto possa sembrare all’anagrafe, visto che risulta nato a Stoccarda, ma in riva all’Adriatico è tornato quando aveva appena tre anni. Certo, la parentesi in maglia biancazzurra nel 2000 non è stata delle migliori e, di conseguenza, il rapporto con la tifoseria non è mai decollato. Ma Pescara è la sua città, quella dove risiede e conserva amici pronti a celebrarlo al ritorno da Parma con una serata ad hoc. Calcisticamente è un figlio della Renato Curi, la gloriosa società del presidente Daniele Ortolano, dalla quale ha preso il volo per il settore giovanile del Milan e da lì per una carriera nella quale ha collezionato oltre 500 partite.
Una vita da centrocampista chiusa con la maglia rossonera della Virtus Lanciano, nel 2013.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

