D’Aversa: «Le proteste? Un rigore anche per noi»

Il tecnico della Virtus replica alle recriminazioni dei rossoverdi di Tesser E Mammarella aggiunge: «In quell’episodio Diop ha accentuato la caduta»
TERNI. Il passato, il presente, il futuro: il calcio del Lanciano, insomma, nella sua essenza porta la firma di Carlo Mammarella, classe 1982. In quella dimensione onirica che fa sognare i tifosi frentani. Arrivati a Terni con la paura di non farcela e ripartiti con il portabagagli delle loro auto carichi di sogni e di gloria. Il mondo, per l’esterno della Virtus, è una palla da scrutare con tenerezza.
Perché se sino al 25’ della ripresa Ternana-Lanciano era una normale partita, la magia di Mammarella l’ha fatta entrare negli almanacchi della pelota frentana. «Aspettavo che qualcuno mi dicesse che avessi fatto gol», racconta il laterale sinistro di Roberto D’Aversa. «Ho colpito una palla carica d’effetto e mi è andata bene. Un gol da dedicare ai nostri meravigliosi tifosi cui eravamo in debito nelle tre precedenti partite».
Mammarella che partita ha visto? «Nel primo tempo, la Ternana ha cercato di metterci in difficoltà con le sponde di Avenatti per i suoi compagni d’attacco», prosegue il terzino. «Tutto sommato, però, la prima parte è vissuta sui binari dell’equilibrio. Nella ripresa, però, abbiamo avuto la consapevolezza che potevamo piazzare il colpo vincente e ci siamo riusciti».
Già, ma c’è un fallo galeotto su Diop che ha fatto imbestialire i padroni di casa. L’arte del raccontare la verità a metà trova un inimitabile autore nel giocatore frentano. «In area ci si strattona, è normale», conclude Mammarella. «Francamente Diop ha accentuato la caduta quando ci siamo spinti a vicenda».
Roberto D’Aversa, che a Terni a lasciato un pezzo di cuore da giocatore delle “Fere”, usa la sottile arma della diplomazia. «Dopo tre pareggi per responsabilità che sono state indubbiamente nostre, abbiamo trovato questa vittoria contro una grande Ternana. Francamente avrei preferito portare via i tre punti da un’altra parte, ma il calcio è questo. Il rigore? Ce ne era uno anche per noi su Vastola alla fine del primo tempo. Forse neanche questo ha visto l’arbitro».
Il resto è un film ad episodi. Da vivere giorno per giorno. «Guardiamo la classifica dalla parte bassa», conclude D’Aversa. «Dobbiamo arrivare a 50 punti. Poi, se ne viene qualcuno in più sarà tutto di guadagnato».
Nero come la grisaglia che indossa, il tecnico di casa Attilio Tesser. «Non si possono dominare le partite e poi perderle in questo modo per una decisione dell’arbitro. Il pari», conclude il tecnico veneto, «sarebbe stato un risultato bugiardo. Figurarsi la sconfitta...».(re.ber.)

