D’Aversa: più giusto il pari

3 Aprile 2015

Il tecnico della Virtus: «A me la squadra è piaciuta». E Panucci fa festa

LIVORNO. Sereno, ma dispiaciuto. E non c’è contraddizione: Roberto D’Aversa cerca di archiviare in fretta la sconfitta del Picchi a Livorno, trovando soprattutto gli spunti che lo possano far pensare positivo per quello che rimane della stagione. «A me», dice il tecnico rossonero, «il Lanciano è piaciuto. Abbiamo disputato una buona partita, specie nel primo tempo, e nulla davvero faceva pensare che saremo andati negli spogliatoi per la pausa sotto di un gol, tant’è vero che i nostri avversari hanno battuto un calcio d’angolo soltanto al 36’. Siamo stati intraprendenti e pure nel conto delle occasioni ci siamo equivalsi con il Livorno dentro i 90 minuti. Il rammarico è soprattutto questo: aver creato, aver giocato, eppure torniamo a casa senza nemmeno un punto in tasca».

“Colpa” del gran gol segnato da Galabinov giusto allo scadere del 45’: D’Aversa fa i complimenti all’attaccante bulgaro, però non si dimentica di tirare gli orecchi ai suoi. «Bravo Galabinov, eppure ricordo ancora che restava solo una manciata di secondi all’intervallo».

Ecco la tirata d’orecchi: «Sottolineo che abbiamo subìto gol dal rinvio del nostro portiere: purtroppo sono errori fatali che continuiamo a commettere dall’inizio del campionato». Errori e difetti. Il Lanciano di Livorno, ad esempio, ha peccato di cattiveria agonistica, di fame. E questo non deve accadere. «I valori in campo spesso si equivalgono e una squadra piccola come la nostra non deve mai prescindere alla determinazione, che stavolta invece abbiamo tirato fuori solo a tratti sia in difesa che in attacco». Il tecnico del Lanciano ha provato anche a mescolare le carte in tavola inserendo Cerri per Piccolo nel tentativo di rimonta. «Ho visto che Antonio era calato fisicamente e allora ho pensato di buttare nella mischia Cerri per aumentare il peso e la fisicità in area avversaria. Qualche volta ci siamo riusciti creando alcune situazioni che hanno messo in difficoltà il Livorno».

Sempre con i tratti del viso distesi, segno che la tensione non ha preso il sopravvento sulla fiducia. E sulla razionalità: basta tirare in ballo l’obiettivo finale che D’Aversa fa sfoggio di senso pratico. «Analizzando i risultati di questa giornata, la prima cosa che faccio è guardarmi dietro, perché i risultati stessi hanno alzato la quota-salvezza. Dobbiamo andare in campo con il pensiero di conquistare la permanenza in B: la mentalità dev’essere sempre quella».

D’Aversa accenna ad un sorriso, non potrebbe essere altrimenti dopo una sconfitta. Mentre è un sorriso apertissimo quello di Christian Panucci, allenatore del Livorno, al suo primo successo sulla panchina dei labronici. Tre punti che permettono di piazzarsi nella zona playoff, staccando il Lanciano ed il Pescara. Ma nulla è stato ancora fatto. «Ci godiamo questo successo», ha detto l’ex difensore di Roma e Real Madrid, «perché lo volevamo. Era da un mese che non vincevamo e questo risultato può sbloccarci dal punto di vista mentale. Abbiamo sofferto nel finale, ma ci sta perché avevamo speso davvero tanto. Siamo in crescita, la squadra sta bene e ha ampi margini di miglioramento».

Pensiero particolare per Galabinov, giustiziere del Lanciano. «E’ una rete che ripaga lui, ho sentito dei mugugni su di lui che non mi sono piaciuti. Lo hanno spinto a dimostrare ancora di più».