D’Aversa: spero di avere una rosa più ampia

21 Maggio 2015

Il tecnico del Lanciano: «Contenti del campionato, ma non contentissimi» A Bologna fuori Gatto, Turchi e Bacinovic. Mammarella e Aquilanti acciaccati

LANCIANO. Contenti, ma non contentissimi. Rammaricati, ma senza rimpianti. Riassume così la stagione che si concluderà domani a Bologna mister Roberto D’Aversa. Una stagione in cui la Virtus ha conquistato la permanenza in B – da qui l’esser contenti – ma ha mancato i play off che erano alla portata fino a sei giornate dalla fine per qualche difetto che si cercherà di colmare l’anno prossimo. «A Bologna ci aspetta l’ultima tappa di un anno che chiudiamo con gioia», ha detto D’Aversa, «siamo contenti ma non contentissimi. Siamo contenti per aver raggiunto l’obiettivo della salvezza, non siamo contentissimi perché sul campo abbiamo dimostrato che qualcosa in più potevamo fare. E’ pur vero però, che se non ci siamo arrivati nei play off è perché abbiamo avuto delle mancanze, dei difetti».

Quali? Il mister li ha riassunti guardando la sfida persa sabato scorso contro lo Spezia. «E’ stata la partita specchio della stagione», ha fatto notare il tecnico rossonero, «lo Spezia ha fatto 12 tiri in porta, noi 11, ma con quei tiri loro hanno creato 9 occasioni gol, noi solo 3». Mancanza di precisione, quindi, ma hanno inciso anche il fatto di avere una rosa corta, fatta di 25 giocatori, 23 “effettivi” a fronte di squadre con 30 elementi, di aver subito molti infortuni. Una serie di cause che hanno fatto sfuggire i play off. «Il lavoro fatto da luglio ci ha portato a stare a sei giornate dalla fine nei play off e a giocare non solo pensando alla salvezza. C’è rammarico per non esserci rimasti, ma non abbiamo rimpianti perché comunque ci abbiamo provato».

E ci proverà ancora a vincere la Virtus anche domani al Dall’Ara. «Le motivazioni ci sono: la vittoria manca da tanto (29 marzo, ndc)», hanno detto D’Aversa e Mammarella che lascerà il posto ancora Leonardo Nunzella per via dei problemi che ha alla coscia, «giocheremo senza assilli, sereni, tranquilli ma con la voglia di vincere, che non ci è mai mancata, in uno stadio importante».

A Bologna la Virtus arriverà senza Gatto, Turchi e Bacinovic che si è fratturato il naso in allenamento e con Mammarella e Aquilanti acciaccati. Bologna che giocherà per il terzo posto e per la A. «Il Bologna ha un ottimo organico per la A», ha commentato il mister, «come ce l’avevano Brescia e Catania, ma la B è un campionato imprevedibile. Ecco perché noi diciamo da tre anni che non dobbiamo perdere la nostra dimensione, fermo restando che l’ambizione ce l’abbiamo tutti, giocatori e mister».

E per coltivare le ambizioni bisogna partire allestendo una buona squadra, e quanto meno cercando di allestirla già da luglio. «Iniziare la preparazione con una rosa ampia è importante», ha chiuso il tecnico rossonero, «in ritiro si pongono le basi non solo tecnico-tattiche. L’anno scorso eravamo in pochi e facevo fatica a formare una squadra. Spero di poter partire con una rosa più ampia. Ci sono molti giocatori che andranno via, come Nicolas, Grossi, Cerri, Gatto (perché sono prestiti secchi, ndc), altri ragazzi avranno delle offerte da valutare, ma noi siamo in buone mani col ds Leone».

Che pare abbia messo gli occhi su due giovani del Verona – società da cui quest’anno sono arrivati Nicolas e Grossi – ossia Pierluigi Cappelluzzo e Mohamed Fares. Entrambi classe 1996 , della Primavera del Verona. Cappelluzzo è una punta centrale, mentre Fares e un’ala sinistra, due ruoli che con le partenze di Cerri, Monachello, Gatto, la comproprietà di Thiam da risolvere resterebbero vacanti. Anche se, per migliorare e crescere, come ha detto D’Aversa si dovrebbe puntare a prendere quell’attaccante da doppia cifra che manca alla Virtus dall’anno della promozione, dall’anno di Leonardo Pavoletti.

Teresa Di Rocco

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