D’Incecco, il pilastro azzurro che parla abruzzese

La 30enne pescarese del Montesilvano è il capitano dell’Italfutsal: «Per me è un grande onore»
PESCARA . Trent'anni compiuti da poco, Ersilia D'Incecco porta dentro di sé l'essenza e la complessità dell'essere abruzzese: fermezza e caparbietà tipiche dell'entroterra, la madre è originaria di Capistrello, apertura mentale e dinamicità tipiche del litorale, il padre è pescarese doc. Chi ha avuto a che fare con lei garantisce che "bisogna saperla prendere". Se ci riesci si aprono scenari e potenzialità infinite, altrimenti sono dolori. Il capitano della Nazionale di calcio a 5 ha vissuto e sta vivendo in prima persona l'evoluzione del futsal femminile, movimento ormai in grande crescita e sviluppo rispetto a qualche anno fa.
Cosa vuol dire per Ersilia D'Incecco essere nel 2019 una giocatrice di calcio a 5?
«Essere una giocatrice di calcio a 5 ad oggi è essere una sportiva al 100%, un'atleta come chiunque dedichi gran parte della propria vita allo sport. Prima, quando ho iniziato, il solo fatto di giocare era considerato quasi un privilegio perché non tutte le ragazze riuscivano a realizzare questo sogno in quanto i pregiudizi erano ancora molti. Ora è molto diverso. Per me il calcio a 5 è passione».
Com'è Ersilia D'Incecco fuori dal campo?
«Cerco sempre di vivere in funzione di quello che faccio nello sport, a certi livelli bisogna rimanere concentrati su quello che si fa anche nella vita privata altrimenti diventa impossibile rendere al meglio. Sono diplomata in scienze sociali e ho interrotto gli studi universitari, dico interrotto perché non è mai troppo tardi per riprenderli. Amo stare a contatto con le persone e dedicarmi al prossimo».
Quanto è stata ed è importante la famiglia per quello che fa?
«Ho due fratelli per i quali darei la vita. I miei genitori vivono a Pescara e mi hanno sempre sostenuto nelle scelte che ho fatto. Mi hanno cresciuta dandomi fiducia e voglio ripagarli sempre».
Quali sono i suoi interessi?
«Mi è sempre piaciuto stare a contatto con i bambini dopo aver lavorato in varie ludoteche da qualche anno mi dedico alle scuole calcio cercando di portare il mio contributo. Nel tempo libero mi piace passeggiare, andare al mare e in montagna. Avventurarmi in posti poco frequentati, amo ritagliarmi dei momenti di solitudine a contatto con la natura».
Ersilia D'Incecco e la Nazionale di futsal femminile, ormai lei è identificata con la maglia azzurra.
«Far parte di questo gruppo è un privilegio ed è una cosa che va conquistata giorno dopo giorno con il lavoro e il sacrificio di chi non vuole arrendersi mai. Nel giugno 2016 per la prima volta mi è stata assegnata la fascia da capitano. Per me è un onore ma più che altro una responsabilità nei confronti di tutte le ragazze che praticano questo sport».
Con il Montesilvano, sua squadra di club, c’è un rapporto che dura da sempre e che forse va oltre il semplice vincolo sportivo?
«Sono nata e cresciuta nel Montesilvano. Anche se spesso la nostra squadra ha cambiato denominazione il gruppo era sempre lo stesso. Come si dice, i giocatori passano, la squadra resta. È proprio vero perché lo spirito del Montesilvano è sempre stato quello di lottare fino alla fine, di non mollare mai, perché abbiamo imparato in questi anni che chi non si ferma arriva sempre. Ho questa maglia tatuata sulla pelle. La sento mia questa squadra».
Che obiettivi si è prefissata per il 2019?
«Vincere. Il Montesilvano arriva sempre in fondo! In più vorrei sicuramente togliermi qualche sassolino dalle scarpe».
Ha detto che lavora in una scuola calcio, ci parli di questa esperienza.
«Da poco ho ricevuto l'attestato di allenatore di calcio a 5, un alto piccolo traguardo raggiunto. Ho voluto fare questo corso non per allenare immediatamente ma per accrescere il mio bagaglio personale. Ho passato tre mesi in compagnia di belle persone che si dedicano a questo sport e ricevere il tesserino è stata una bella emozione. Per di più questa abilitazione mi è utile per educare dei piccoli calciatori che seguo con la Curi Pescara. Mi piace stare a contatto con loro. Cerco sempre di farli divertire insegnandogli non solo tecnica, ma anche qualcosa di utile nella vita di tutti i giorni».
Come immagina Ersilia D'Incecco fra 10 anni?
«In giro per il mondo a far conoscere il futsal nei posti più poveri. Impegnata a scoprire talenti. Ho dedicato tanto al calcio a 5, perciò vorrei restare in questo ambito e mettere a disposizione degli altri la mia esperienza».
Luca Colella
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