D’Incecco spinge il Montesilvano verso il sogno tricolore

28 Novembre 2019

Il capitano della squadra di calcio a 5 e della Nazionale: «Siamo ambiziose». Brilla la stella della brasiliana Lucileia

PESCARA. Alla nona giornata di campionato è arrivato il primo passo falso per il Montesilvano. Che ha ceduto la vetta della classifica (distante due punti) della serie A al Real Statte ed è seconda con il Salinis, campione d’Italia in carica. Sette vittorie, un pareggio e una sconfitta il ruolino di una squadra che nella passata stagione ha perso la finale scudetto - contro le pugliesi - e che in estate ha cambiato tanto, a partire dall’allenatore Gianluca Marzuoli passato alla A2 maschile, ad Ortona. «Se è vero che nello sport l’obiettivo è sempre quello di migliorarsi, noi puntiamo dritto al colpo grosso. A parte gli scherzi», sostiene Ersilia D’Incecco, capitano del Montesilvano e della Nazionale, «siamo ambiziose, ma sappiamo anche che ci sono le avversarie». Domenica a Cagliari è maturata la prima sconfitta stagionale. «Diciamo che è stato un incidente di percorso», sostiene il laterale pescarese del Montesilvano, «quasi fisiologico dopo una striscia di risultati positivi così lunga. Abbiamo analizzato la partita e siamo convinte di poter ripartire alla grande già da domenica». Quando al PalaRigopiano di Pescara sarà di scena (alle ore 16) il Noci, neopromosso in A. Si chiama Montesilvano, ma gioca a Pescara dopo che per un periodo di tempo è stato a Chieti. «C’è stato un problema con la gestione del PalaRoma di Montesilvano e siamo state costrette a emigrare. Adesso abbiamo raggiunto un certo livello di stabilità», racconta Ersilia D’Incecco che oltre a essere il capitano è anche l’anima del gruppo. Tra l’altro, quella fascia al braccio la porta anche in maglia azzurra. «Evidentemente», si schermisce, «le ragazze hanno fiducia in me. Cerco di dare l’esempio, sempre. Non sono una fuoriclasse con il pallone ai piedi, però non mi arrendo mai. Il calcio per me è una passione che con il tempo è diventato un lavoro». Innamorata di Andrea Pirlo e con un modello nel futsal: Stefano Mammarella. «E’ un esempio di come attraverso i sacrifici si possa esaltare il talento», dice riferendosi al portiere teatino dell’AcquaeSapone. In squadra c’è una fuoriclasse, Lucileia, che in Abruzzo si sta definitivamente riprendendo dopo un grave infortunio. La brasiliana a 36 anni è capocannoniere della serie A con 16 reti e ha raggiunto un tale livello di rendimento da essere richiamata in Nazionale. Una pivot che durante la carriera ha vinto i Mondiali tre volte (2010, 2012 e 2013) e in altrettante occasioni la Coppa America (2007, 2009 e 2011). Nel 2013 ha vinto anche il Futsal Awards. «Ci sta dando una grossa mano», le parole della D’Incecco. Che guarda al traguardo del tricolore a fine stagione e con ammirazione verso le ragazze del calcio a 11. «Il professionismo al femminile? Magari! Di certo, loro sono più avanti di noi. Il calcio a 5 femminile si deve ancora guadagnare quella considerazione che appartiene al movimento del calcio a 11».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA