D’Orazio e la B: «A Cosenza ho trovato una seconda casa»

18 Giugno 2018

PESCARA. La prima volta non si scorda mai. Questo è sicuramente il primo pensiero passato nella testa di Tommaso D’Orazio, terzino del Cosenza che proprio sabato sera è riuscito a conquistare la...

PESCARA. La prima volta non si scorda mai. Questo è sicuramente il primo pensiero passato nella testa di Tommaso D’Orazio, terzino del Cosenza che proprio sabato sera è riuscito a conquistare la serie B con la maglia dei lupi silani al cospetto dei diecimila dell’Adriatico Giovanni Cornacchia. Una vera e propria invasione pacifica quella dei calabresi in terra d’Abruzzo, festanti e gioiosi fino a tarda notte per le vie della movida pescarese, brindando al ritorno in cadetteria atteso per ben 15 anni.
Per D’Orazio è la prima promozione in serie B della sua carriera. B proprio come Bucchianico, suo paese d’origine dove tutt’ora vive la sua famiglia, ma anche lui nei periodi di sosta del campionato. Classe 1990, cresciuto nel settore giovanile del Pescara, vede la sua carriera articolarsi tra i dilettanti per poi passare nel mondo dei professionisti grazie all’Ancona. Negli anni abruzzesi, chi ha puntato sul talentino di Bucchianico è stato Donato Ronci, che lo ha avuto nella Val di Sangro, Giulianova e Casalincontrada: «Devo tanto al mister Ronci. Dopo aver fatto tutta la trafila con il settore giovanile del Pescara, mi sono ritrovato senza squadra. Andai a giocare nell’Angolana per poi girare tra Val di Sangro, Giulianova e Casalincontrada con il mister. Lui ebbe fiducia in me e il passaggio all’Ancona fu il passaggio definitivo nei professionisti. Devo tanto anche all’Ancona, soprattutto al mister Cornacchini e al direttore Marcaccio che hanno creduto in me. Se non era per queste persone, ora mi troverei a fare il cameriere a due passi da casa».
Ragazzo umile e di sani principi, l’abruzzese ha trovato l’ambiente ideale a Cosenza, città e tifoseria caldissima in queste ore e in estasi per una cavalcata incredibile, dopo una stagione dai due volti culminata con il quinto posto nel girone C: «Venire a Cosenza è stata la svolta della mia carriera. Una città caldissima, con dei tifosi eccezionali. Non può stare in serie C un pubblico del genere. Quando cammino per strada, la gente mi ferma per incoraggiarmi e questa è una cosa splendida. Mi vogliono tutti bene. In serie A non c’è un pubblico caloroso come quello di Cosenza. Ora il mio sogno e fare la serie B con questa maglia». Arrivato nel paradiso dei cadetti forse un po’ tardi. A 28 anni compiuti, il terzino con il vizietto del gol ha sulle spalle 131 presenze in serie C, con 11 gol e altrettanti assist. Dai campi polverosi dell’Eccellenza alla serie B in una notte: «Questo, senza presunzione, deve essere da monito per tutti i ragazzi. Forse ci ho messo un po’ di tempo ad arrivare fin qui, ma con tanti sacrifici e serietà tutto è possibile. Io negli anni non ho mai peccato di presunzione, neanche in Eccellenza. Sono sempre stato lì, concentrato e umile. Nessuno mi ha mai regalato niente».
L’arrivo in corso di Piero Braglia e la forza di un gruppo coeso, sono riusciti a regalare a una città intera un sogno: «Il mister è una persona molto concreta. Preferisce i fatti alle chiacchiere. Ci ha rimessi ognuno nel proprio ruolo e ora siamo qui. Con questa banda di pazzi ero sicurissimo di poter conquistare questa finale. Anche se avevamo un muro davanti, lo avremmo distrutto facilmente».
Sugli spalti dello stadio, tutta la famiglia D’Orazio era presente ma anche Giulia, la sua fidanzata da due anni: «Dedico questa vittoria a loro. Ma soprattutto a Giulia, la mia ragazza. Lei è una persona importantissima, una colonna. Devo tutto a lei. Mi segue ovunque e grazie a lei che sono anche molto sereno e tranquillo. E’ eccezionale. Posso solo ringraziarla per tutto quello che rappresenta nella mia vita».
Il contratto di D'Orazio è in scadenza al 30 giugno, ma la voglia è quella di poter toccare con mano la B con i lupi: «Sono in scadenza. Come dicevo prima, qui ho trovato una seconda casa. La città, il calore dei tifosi credo che sia difficile trovarlo altrove. Ora voglio godermi la festa e poi tutto il resto. Resta il giorno più bello della mia vita».
Riccardo Di Persio
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