Da bimbo prodigio ad eterna promessa studiando Del Piero

Pasquato (ex Juve) cerca il rilancio dopo alti e bassi E il Delfino lo ha soffiato al fotofinish alla Ternana
PESCARA. Questa gara l’avrebbe dovuta giocare con la maglia della Ternana. Durante il calciomercato gli umbri gli hanno fatto una corte spietata, invece oggi pomeriggio se lo ritroveranno di fronte. Cristian Pasquato è pronto a debuttare in biancazzurro. Il sostituto scelto da Marco Baroni per sostituire l’infortunato Gianluca Caprari è proprio l’ex attaccante del Padova che il Pescara ha soffiato agli avversari odierni nelle ultimissime fasi delle trattative.
Un affare suggerito proprio dall’allenatore biancazzurro che nutre profonda stima per il calciatore cresciuto nella Juventus. Baroni lo conosce bene, anche se non lo ha mai avuto alle proprie dipendenze nel corso della sua esperienza nel settore giovanile bianconero. Trequartista, seconda punta, ma anche esterno offensivo e, allo stadio “Liberati”, Baroni lo schiererà in quest’ultima posizione per completare il tridente con Maniero e Politano.
Dunque, spazio a Pasquato, vecchia promessa del calcio italiano, che è ancora in cerca della definitiva consacrazione. «È un ragazzo talentuoso, non una scommessa», ha detto di lui qualche giorno fa Baroni, «ha già visto passare qualche treno, ma ora ha la consapevolezza che dovrà fare qualcosa di diverso per esplodere».
In effetti, Pasquato ha avuto numerose chance per dimostrare il suo valore. Talvolta lo ha fatto, altre un po’ meno. Di sicuro molti osservatori avevano pronosticato una carriera ben più scintillante. L’età è dalla sua parte (ha solo 25 anni), insomma, c’è ancora tempo per rimediare. La Juventus lo prese dal Montebelluna quando aveva appena compiuto 14 anni. Conclusa la trafila nelle giovanili, nel 2008 Claudio Ranieri lo fece esordire in A contro il Catania. A fine stagione ebbe iniziò il suo girovagare in varie squadre di provincia. Dopo le parentesi di Empoli e Trieste, andò al Modena dove realizzò il suo record in carriera: 9 reti, molte delle quali su calcio di punizione. Ha studiato da vicino Alex Del Piero, il suo idolo, diventando un vero e proprio specialista dei tiri da fermo. L’anno successivo venne mandato, sempre in prestito a Lecce, poi a Torino e, infine, a Bologna.
In serie A raccolse poca fortuna e fiducia dai tecnici. Così, nel 2013 ha deciso di ricominciare da Padova, la compagine della sua città. Un’avventura iniziata tra mille speranze, ma finita nel dramma (sportivo). Il rapporto teso tra squadra e dirigenza ha incastrato anche lui facendolo crollare insieme a suoi compagni. Il sogno di portare in alto i biancoscudati si è trasformato nel peggiore degli incubi.
La retrocessione ha minato anche il legame con la tifoseria: le accuse di scarso impegno e mancanza di personalità lo hanno ferito in modo profondo. Sembra assurdo, ma proprio Pasquato è stato uno dei primi a finire nel mirino della critica. Lui che aveva scelto di rilanciarsi nel club della sua città pagando gli abbonamenti a tutti i familiari: ben 7 (genitori, zii, suocero, fratello e cugina) per un totale di 1055 euro.
Un gesto raro tra i giocatori che spiega quante aspettative nutriva per quel campionato. Allo stadio Adriatico sarà un po’ più solo, vista la lontananza, ma l’importante è che l’epilogo sia diverso. Si spera pieno di sorrisi, quelli che Cristian vorrebbe riscoprire dopo le turbolenze degli ultimi mesi. In fondo, lui e il Pescara hanno lo stesso obiettivo: tornare protagonisti al più presto.
Giovanni Tontodonati
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