Da Brugman a Muntari, è l’ora della rivoluzione

Rifondazione in vista per il futuro, l’uruguaiano è un caso
PESCARA. Fuori tutto (tutti) e rifondare. Il Pescara più brutto di sempre, nella storia della serie A, deve guardare al futuro. Rifondare. Il verbo, che devono tenere in considerazione i dirigenti biancazzurri, è questo.
Si spera che da giugno possa iniziare sul serio un'altra storia. Questa non è la squadra di Zeman, non è una rosa idonea al suo gioco, se non in minima parte, e non ci sono le condizioni per provare a centrare la salvezza.
A Bergamo, contro l’Atalanta, è andata in scena l’ennesima figuraccia. Squadra senza anima, sfilacciata, svogliata e con la testa quasi in vacanza. Il Pescara deve rifondare e ripartire.
Zeman e la rifondazione. L’operazione Zeman ha funzionato a livello di immagine e come terapia d’urto, anche se è durata poco, tra qualche mese, però, dovrà servire anche per il rilancio.
«Non sappiamo ancora proporre un’idea di gioco chiara. I limiti tecnici si superano con l’organizzazione. Dobbiamo crescere in fretta sotto questo aspetto», ha detto Zeman domenica pomeriggio. Il boemo sta cercando in tutti i modi di salvare il salvabile e vuole provare a giocarsela fino alla fine. Onestamente, però, vista la banda sgangherata che ha alle sue dipendenze, sarà dura strimpellare qualcosa. Bizzarri, Gilardino, Pepe, Cubas, Verre, Campagnaro, Muric, Caprari, Brugman e Muntari a fine stagione andranno via.
Chi l'ha visto? A proposito di Gaston Brugman. L’uruguaiano è passato da uomo mercato a fantasma. Il boemo non lo vede e, addirittura, ha preferito Muntari al 25enne sudamericano, nella trasferta di Bergamo. Sarebbe il caso che una chance venga data anche a lui, calcolando che è un patrimonio importante del Delfino.
Con i bagagli pronti ci sono probabilmente anche Stendardo, Coda, Bahebeck, Benali, Zampano e Biraghi. Gli ultimi tre potrebbero avere mercato, mentre gli altri non sono proprio idonei al gioco del boemo.
Benzina verde. Svecchiare. È questo il cruccio del tecnico boemo. che ha già in mente la squadra per il prossimo anno.
Intanto, però, sarebbe il caso di buttare nella mischia qualche volto nuovo. Al Pescara serve la “benzina verde”, che può arrivare dal vivaio. Bene l’esordio di Coulibaly, che in futuro potrebbe fruttare “qualche” euro di plusvalenza al presidente Sebastiani (contestato dalla tifoseria anche a Bergamo), rientrato domenica dall’Uruguay.
Il senegalese piace a mezza serie A e con Zeman può solo crescere. Lui si gode il momento di gloria e spera di giocare dal 1’ contro il Milan, squadra che ha tifato dal primo giorno in cui ha messo piede in Italia. Sul 18enne si è già fiondata la Juve, ma non solo. Dopo Coulibaly, dunque, il boemo potrebbe anche provare a lanciare i vari Delli Carri, Del Sole e Maloku. Tre baby di cui si dice un gran bene e che hanno dimostrato di meritare una chance in Prima squadra.
Affari conclusi. Per quanto riguarda i volti nuovi per la prossima stagione, come già anticipato tempo fa, la società ha contrattualizzato con un triennale il bomber della Sambenedettese, Leonardo Mancuso, e il centrocampista Mattia Proietti del Bassano.
Gli obiettivi, Adesso le attenzioni di Pavone e Leone, i due direttori sportivi, si è spostata altrove. Polidori (Arezzo), Di Massimo (Sambenedettese), Nicastro (Perugia) e Pigliacelli (Trapani) sono alcuni, dei tanti giocatori in prestito, che rientreranno alla base e che interessano a Zeman, che ha già individuato un paio di attaccanti per il prossimo anno, oltre a bomber Mancuso. Pavone ha messo gli occhi su Andrea Favilli dell’Ascoli, classe 1997, appena convocato dall’under 21. Non solo, però, perché gli operatori di mercato biancazzurri vorrebbero chiedere al Sassuolo l’attaccante Pietro Iemmelo, inseguito dal Delfino la scorsa estate.
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