Da Budapest a Verona, caccia a Carapaz

L’ecuadoriano (vincitore nel 2019) è il favorito della corsa che parte dall’Ungheria. La prima tappa è adatta a Van der Poel
ROMA. Parte il Giro d'Italia numero 105, quello del ritorno alla normalità. Via da Budapest e dopo tre tappe in Ungheria, la gara attraverserà l'Italia fino all'arrivo fissato a Verona domenica 29 maggio. Grande l'attesa per gli appassionati, ma anche i protagonisti.
Occhi puntati su Richard Carapaz: l'ecuadoriano nel 2019 conquistò la corsa rosa a Verona, dove anche quest'anno è previsto l'epilogo, ma con la maglia della spagnola Movistar. Adesso che fa parte dello squadrone Ineos Grenadiers le sue possibilità di salire sul gradino più alto del podio aumentano.
Tanto più che avrà il supporto di compagni altamente competitivi e altri tre anni di esperienza alle spalle, compresi il terzo posto al Tour vinto e l'oro olimpico in linea su strada a Tokyo. Il vincitore del Giro delle Fiandre, Mathieu Van der Poel, è all'esordio nella corsa a tappe italiana, e non nasconde le sue ambizioni: «Voglio finire il Giro e il Tour de France quest'anno», ha spiegato l'olandese che aveva abbandonato il Tour a luglio dopo sei giorni in giallo per prepararsi ai Giochi olimpici. Il vincitore dell'ultimo Giro delle Fiandre, che a 27 anni non ha mai completato una gara di tre settimane, ha ammesso che «la terza settimana sarà un punto interrogativo».
«È uno dei motivi per cui voglio davvero finire la gara», ha aggiunto. «Si dice che si diventi un ciclista più forte dopo un Grand Tour, è uno dei miei obiettivi». L'altro sarà quello di vestire la maglia rosa di leader dopo aver vestito il giallo al Tour de France: «Ci proverò, certo», ha assicurato. «Ma non sarà facile». Arrivato mercoledì in Ungheria, Van der Poel ha visionato il percorso della prima tappa con arrivo in salita al Castello di Visegrad (3,8 km al 5% di pendenza media). «Non è molto ripido», ha concluso. «Sarà difficile attaccare lì e lasciare andare velocisti come Caleb Ewan».
Saranno 45 i corridori italiani al via del 105° Giro d'Italia di ciclismo. Il numero è stato ufficializzato dopo la presentazione della 'starting list' definitiva della corsa rosa.
La squadra col maggior numero di atleti di casa è la Bardiani Csf Faizané, che ne schiererà 8: Luca Covilli Filippo Fiorelli, Davide Gabburo, Sacha Modolo, Luca Rastelli, Alessandro Tonelli, Filipoo Zana, Samuele Zoccarato.
Al secondo posto la Eolo Cometa, con 7: Vincenzo Albanese, Davide Bais, Lorenzo Fortunato, Mirco Maestri, Samuele Rivi, Diego Rosa, Francesco Gavazzi. Segue la Drone Hopper Androni Giocattoli, con 4: Mattia Bais, Simone Ravanelli, Filippo Tagliani, Edoardo Zardini. La Astana Qazaqstan ne avrà 3: Valerio Conti, Fabio Felline, Vincenzo Nibali. Anche la Cofidis presenterà al via 3 concorrenti: Davide Cimolai, Simone Consonni, Davide Villella. Stesso discorso per la Trek: (Dario Cataldo, Giulio Ciccone, Jacopo Mosca). La Uae Emirates avrà Alessandro Covi, Davide Formolo, Diego Ulissi. La Alpecin Fenix sarà al via con 2: Jakub Mareczko, Stefano Oldani. La Intermarché Wanty Gobert idem: Domenico Pozzovivo, Lorenzo Rota. Altri 2 corridori per la Israel PremierTech: Giacomo Nizzolo, Alessandro De Marchi. Un corrdore a testa avranno la Ag2r Citroen (Andrea Vendrame), la Bora Hansgrohe (Giovanni Aleotti), la Groupama Fdj (Jacopo Guarnieri), la Ineos Grenadiers (Salvatore Puccio), la Jumbo Visma (Edoardo Affini), la Quick Step Alpha Vynil (Davide Ballerini), la Team BikeExchange Jayco (Matteo Sobrero) e il Team Dsm (Alberto Dainese).
Così oggi. La prima maglia rosa si assegna con la Budapest-Visegrad di 195 chilometri. Frazione interamente pianeggiante attraverso la pianura magiara con gli ultimi 5.000 metri in salita con pendenze attorno al 5%. Insomma, percorso non particolarmente impegnativo se non nelle battute conclusive e che potrebbe ispirare il fuoriclasse olandese Mathieu Van der Poel, all’esordio nella corsa griffata Rcs e che dunque potrebbe aver voglia di lasciare subito il segno. Così come il padrone di casa Attila Valter, che ha vestito la maglia rosa nel 2021, Biniam Girmay, primo corridore africano a vincere una classica, la Gand-Wevelgem 2022, o l’azzurro Diego Ulissi, il cui trampolino finale sembra disegnato apposta per esaltarne le caratteristiche.
Roberto Di Candio

