Da esubero a punto fermo: Cocco si riprende il Pescara

20 Agosto 2018

Il 32enne centravanti sardo fino a qualche settimana fa aveva i bagagli pronti,  ora Pillon punta su di lui. È l’anno del riscatto e il suo contratto scade nel 2019

PESCARA. La nuova vita di Andrea Cocco. Fino a qualche settimana fa aveva le valigie pronte, ora è un punto fermo del Pescara. Nella gerarchia di Bepi Pillon precede Gaetano Monachello e la partenza di Cristian Bunino rende meno feroce la concorrenza nel reparto avanzato. L’allenatore gli dà fiducia, con i compagni ha un buon feeling e Cocco ha una voglia matta di dimostrare il suo valore. Eppure, lo scorso 9 giugno parlava in questi termini. «Incontrerò i dirigenti e insieme vedremo cosa fare. L’ultima per me è stata un’annata di transizione dopo l’operazione al ginocchio. Ora sto bene, ma per tornare al massimo ho bisogno di giocare. Per questo dovrò decidere quale potrà essere la soluzione migliore».
Da quel giorno, nessun club ha spinto forte per acquistare il suo cartellino e Cocco è rimasto a Pescara. Ed è curioso che la sua presenza sia diventata all’improvviso preziosa. E singolare, visto che il contratto del centravanti titolare dei biancazzurri scadrà il 30 giugno del 2019. Questo significa che, se la dirigenza non lo prolungherà nei prossimi mesi, dal 1° febbraio Cocco potrà firmare per un’altra squadra.
Ci sarà tempo per sedersi attorno a un tavolo e programmare il futuro, ora il 32enne desidera solo convincere i tifosi a suon di gol. Come sosteneva il compianto Emiliano Mondonico, che nel 2010 lo ha fatto debuttare in B nell’Albinoleffe, «Cocco deve sentire la fiducia dell’ambiente, dei compagni e del tecnico. Bisogna farlo sentire importante: se avverte questa vicinanza allora dà il meglio di sé e fa la differenza, contrariamente rischia di spegnersi».
Prima di Mondonico, lo ha svezzato Marco Giampaolo, l’allenatore giuliese (ora alla Sampdoria) che gli ha fatto assaggiare la serie A quando guidava il Cagliari. Cocco, allora 20enne di belle speranze che nelle giovanili realizzava gol a grappoli insieme a Marco Sau, ha segnato con Giampaolo il suo unico gol in A con l’Udinese nel 2006. Alla fine, i rossoblù hanno perso 3-1 e Giampaolo è stato esonerato (richiamato dopo alcuni mesi).
Da quel giorno sono passati quasi 13 anni e Andrea ha giocato sempre in B vincendo la classifica dei marcatori nel 2015 nel Vicenza di Pasquale Marino. Con l’ex tecnico pescarese ha avuto un rapporto splendido e i risultati sono stati straordinari. A fine campionato, il Pescara lo ha comprato per quasi 700.000 euro, ma in Abruzzo non ha avuto fortuna. L’exploit di Lapadula e il cambio di modulo di Oddo lo hanno relegato ai margini del progetto. Ora sogna la rivincita con Pillon e sabato nella prima gara di campionato contro la Cremonese si troverà di fronte un’altra sua vecchia conoscenza: Andrea Mandorlini, l’allenatore dei grigiorossi che lo avuto a Verona nel 2012-13. Anche in quella stagione Cocco ha accusato vari problemi fisici non giocando con continuità, però Mandorlini non ha smesso di apprezzarlo. «È un bravo ragazzo e un attaccante valido», ha detto tempo fa, «dopo il lungo infortunio mi ha dato una bella mano, ma davanti aveva ormai Cacia, il capocannoniere del torneo...».
Per rilanciarsi, Cocco ha scelto di indossare la maglia 17. Un numero che secondo gli scaramantici porta sfortuna, mentre per gli attaccanti del Pescara è un talismano.
Basta chiedere a Ciro Immobile che nel 2011-12, annata della promozione in A del Delfino, lo ha scelto dopo un torneo negativo in B con Grosseto e Siena, dove ha segnato appena due reti. Alla fine del campionato, Immobile è diventato il re dei bomber con 28 reti. Gli effetti benefici del bistrattato numero hanno interessato anche Gianluca Caprari che, dopo le prime esperienze deludenti in riva all’Adriatico, nella stagione 2015-16 ha scelto il 17 contribuendo con 13 gol al salto di categoria del Delfino di Massimo Oddo. Per finire, Stefano Pettinari, capace di stabilire nella scorsa B il suo record di reti in carriera (13) indossando lo stesso numero che ora ha Cocco. Gli scaramantici resteranno di nuovo delusi?
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