Da fantasma a protagonista, ecco la rinascita di Bjarnason

PESCARA. La rinascita del vichingo. Birkir Bjarnason si è ripreso il Pescara con un finale di girone di ritorno in crescendo. L’inizio del 2015 sorride al centrocampista che finalmente ha sciolto le...
PESCARA. La rinascita del vichingo. Birkir Bjarnason si è ripreso il Pescara con un finale di girone di ritorno in crescendo. L’inizio del 2015 sorride al centrocampista che finalmente ha sciolto le riserve sposando in pieno il progetto in riva all’Adriatico. Proprio quando il suo agente stava per chiudere l’accordo con l’Empoli per farlo giocare di nuovo in serie A, ha fatto dietrofront.
In quel palcoscenico tanto desiderato vuole tornarci da protagonista con la maglia del Pescara. Di sicuro le pressioni psicologiche esercitate da Marco Baroni hanno avuto un peso determinante sulla scelta dell’islandese che mai prima d’ora si era sentito così apprezzato.
Dunque, il tecnico biancazzurro ha una certezza in più da sfruttare nella seconda parte del torneo. All’inizio sembrava di rivivere un film già visto, con i soliti equivoci tattici che avevano investito Bjarnason sin dal 2012, quando arrivò dallo Standard Liegi per ricoprire il ruolo di mezz’ala nel 4-3-3 di Stroppa. I dubbi che assalirono l’ex allenatore pescarese sembravano essersi ripresentati tali e quali con Baroni. Pareva il solito calciatore indisciplinato per occupare quella zona, soprattutto per la sua tendenza a proporsi in avanti. Un’inclinazione che spesso faceva perdere l’equilibrio ad un centrocampo sfilacciato, producendo voragini ad una difesa poco protetta. Poi Baroni lo ha collocato sulla fascia sinistra, dove gioca con la sua nazionale, riscoprendo pian piano il suo vero valore. Un esterno di centrocampo con la licenza di offendere dando sfogo alla sua velocità.
Ma l’aspetto più importante mostrato dall’islandese riguarda l’applicazione. Questo è il vero Birkir che a Trapani ha realizzato il secondo gol in campionato, sfiorandone uno che sarebbe entrato di diritto nella classifica delle reti più belle della storia della B: controllo, “sombrero” su un avversario e botta al volo deviata da portiere siciliano.
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